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Alpine Guide, l’agenzia viaggi di Arnoldo Roberta con direttore tecnico Del Favero Sandro lascia un buco di quasi 700mila euro

alpine guideAmmonterebbe a quasi 700mila euro il buco lasciato dall’agenzia viaggi Alpine Guide di Belluno con sede in via Carrera 12 registrata alla Camera di commercio con denominazione Info Vacanze srl con amministratore unico Arnoldo Roberta e direttore tecnico Del Favero Sandro.

Lo stato passivo è stato depositato in questi giorni alla cancelleria del Tribunale di Belluno dal curatore fallimentare Ghedina Alex di Cortina d’Ampezzo e l’udienza si terrà il 15 aprile.
Sono una sessantina i soggetti coinvolti dalla società dichiarata fallita dal Tribunale di Belluno con sentenza depositata il 27 ottobre 2014.
I crediti più rilevanti nei confronti dell’agenzia (oltre 500mila euro) sono rappresentati dalle retribuzioni dei dipendenti, i contributi previdenziali obbligatori Inps, indennità di fine rapporto, assicurazione obbligatoria per invalidità e vecchiaia, tributi diretti, Iva. Tutti crediti cosiddetti privilegiati che avranno quindi la precedenza rispetto agli altri cosiddetti chirografari, ossia dei clienti dell’agenzia che hanno chiesto la restituzione delle somme versate per viaggi, vacanze ecc. e che ammontano complessivamente a circa 160mila euro.
Ma è alquanto improbabile che la società fallita disponga di capitali sufficienti a soddisfare i creditori. Anzi, nella maggior parte dei casi, quando succedono queste disavventure le società sono scatole vuote e i beni dei soci non possono essere aggrediti dai creditori trattandosi di società a responsabilità limitata, che rispondono quindi solo con il capitale sociale, non già con il patrimonio dei soci.
L’Italia è un paese libero, dove si possono costituire società di capitali che poi falliscono e chi ha dato ha dato. Per poi riaprirne altre e proseguire fallimento dopo fallimento. Forse questo è uno dei motivi per i quali gli investitori stranieri faticano a far impresa nel Bel Paese.
Per ritornare al caso dell’agenzia Alpine Guide, che aveva sede a Belluno in via Carrera, e succursali a Valle di Cadore e Conegliano, i reati ipotizzati sono quelli di associazione per delinquere e truffa.
Clienti che avevano pagato viaggi e soggiorni mai fatti. Alberghi e voli che l’agenzia non aveva prenotato pur avendo incassato i soldi. Impiegate che continuavano a vendere vacanze e soggiorni, salvo poi non portare a termine le relative prenotazioni.
Il marchio Alpine Guide, che corrispondente alla fallita Infovacanze srl, era stato rilevato da una precedente società che lo deteneva, la Alpine Guide srl, anch’essa cessata a seguito di chiusura del fallimento del 02.04.2013, già di proprietà dello stesso Del Favero Sandro e altri soci.

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