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martedì, Giugno 18, 2024
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Veneto al voto, con le sue 140 società partecipate regionali dal deficit complessivo di 1500 milioni di euro

letteraSi avvicinano le regionali e la confusione è grande quanto la noia.
Ma il senso è ovvio e si comprende bene che un’elezione ogni tanto rappresenta una salutare mano di bianco, il processo di ricambio del CdA vivacizza il mercato favorendo progettualità e creando opportunità.
Oggi però è utile considerare in modo diverso una realtà nota ma sempre più tragica, questa crisi infinita “a bidoni crescenti” va affrontata con un nuovo realismo.
Osservando le squadre in campo va fatta una prima scelta tra voto di rottura e voto tradizionale.
Se si crede ad un possibile cambio di rotta Grillo è l’unica strada.
Se al contrario si vuole ridare fiducia ai partiti che hanno digerito quest’ultimo allegro ventennio ci si ritrova ad un bivio, centrodestra o centrosinistra?
Ed eccoci al necessario realismo sostenuto da un’analisi di mercatino che si basa su due semplici elementi.
Veneto, 140 società partecipate regionali con un deficit complessivo di circa 1500 milioni di euro.
Europa, 120 miliardi all’anno di corruzione di cui ben 60 sono attribuiti all’Italia.
Ad occhio e croce fanno (altri) 3 miliardi all’anno per regione.
Appare evidente che anche qui nella Padania dell’Est siamo di fronte ad una macchinetta mangiasoldi di notevoli dimensioni fatta di sprechi, amicizie ed invenzioni tanto folli quanto
diversamente utili.
E pensando al futuro è facile capire che una vittoria del centrosinistra provocherebbe una profonda e costosa riorganizzazione aziendale a tutti i livelli.
Pensiamoci bene prima di aggravare una situazione già sufficientemente tragica, nuovi equilibri da soddisfare, altre figure o parenti da sistemare e nuovi indotti da finanziare sono certezze che causerebbero un sicuro aumento delle spese regionali.
Anche perché stiamo parlando di partiti che in parlamento fingono di agire contro il falso in bilancio e proseguono nel far nulla contro il fenomeno della corruzione.
Mentre nel frattempo dimenticano che siamo uno dei paesi leader nel riciclaggio di denaro
poco pulito.
Un’ipotetica scelta tra destra e sinistra non riguarda più la politica ma il semplice cinismo.
Se si apprezzano le tradizioni conviene tenersi Zaia, perlomeno si potrà risparmiare qualche decina di euro.
Non sarà molto ma con l’aria che tira tutto fa brodo.

Barbieri Moreno
Sommavilla Luca

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