
L’Isbrec sarà a Roma per tre incontri dedicati a “Le guerre e il loro racconto. Dalle lettere dal fronte al citizen reporter. Cento anni di comunicazione”. Una tre giorni (18 marzo, 1 aprile, 15 aprile) si terrà nella capitale al Bibliocaffè letterario.
Aprirà il ciclo di incontri Carla Di Veroli delegata del Sindaco di Roma Capitale alla Memoria
Il programma delle tre giornate sarà spiegato da Alida Castelli dell’Associazione Crasform.
Ad aprire la rassegna, mercoledi 18 marzo (alle 16.30), sarà lo storico bellunese Francesco Piero Franchi, componente del direttivo dell’Isbrec di Belluno, con “Conversazione con il pubblico su lettere e memorie della Grande Guerra”. Letture dell’attrice Tamara Bartolini e accompagnamento musicale di Michele Baronio.
Franchi curerà anche il secondo incontro, mercoledì 1 aprile: “La trincea degli altri: proiezione del film Su tutte le vette è pace di….” di Gianikian e Angela Ricci Lucchi. Il calendario si chiuderà mercoledì 15 aprile con “Le guerre senza inviati: la memoria attraverso la multimedialità”. Presentazione di filmati, foto, interventi sui social network e conversazione con il pubblico a cura della giornalista Silvia Garambois.
L’evento è promosso dall’associazione Crasform onlus, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e Turismo, le Biblioteche di Roma e l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Belluno. La presenza di Franchi a questa rassegna è legata al progetto elaborato nella riunione nazionale dell’Insmli (la rete degli istituti per la storia della Resistenza e società contemporanea in Italia) lo scorso dicembre a Firenze, mirato a creare una rete per far uscire dall’isolamento i vari Istituti Storici della Resistenza e dell’Età Contemporanea diffusi sul territorio nazionale.
Nel merito degli incontri si parlerà di Prima guerra mondiale e dei soldati al fronte che, seppure scarsamente alfabetizzati, scrivevano a casa quasi quotidianamente per rassicurare le famiglie sul fatto di essere ancora vivi. Partendo da queste lettere verrà affrontato il tema della costruzione del racconto di guerra e di come è cambiata la comunicazione in un secolo. Il primo conflitto mondiale è stata l’inizio di un percorso di comunicazione che ha subito un radicale cambiamento nelle forme espressive. Le guerre in atto oggi nel mondo sono guerre senza “inviati” della stampa, per via degli alti costi economici e per ragioni geopolitiche. E il cerchio si chiude: dai cittadini che raccontano la loro guerra al fronte nel 15-18 ai cittadini del XXI secolo che raccontano le loro guerre sui social network.


