Statistiche web
13.9 C
Belluno
giovedì, Aprile 30, 2026
HomeCronaca/Politica"Chi ci ascolta?" Il presidente di Confartigianato Belluno Giacomo Deon risponde al...

“Chi ci ascolta?” Il presidente di Confartigianato Belluno Giacomo Deon risponde al sindaco di Pieve di Cadore Antonia Ciotti

Giacomo Deon
Giacomo Deon

Carissima sindaco Antonia Ciotti ecco la mia risposta alla Sua lettera.

Non entro nel merito della vicenda della Camera di Commercio. Anzi, La invito a ripercorrerla in relazione con quanto è accaduto alle Province: troverà molte risposte alle sue domande. Nel caso in questione, al di là dei vincoli normativi che hanno indotto alla fusione con la Camera di Commercio di Treviso, per parte nostra avremmo desiderato unirci a Trento, ma questa è un’altra partita.
Quello che sta avvenendo a Belluno e sotto gli occhi di tutti.
Non vorrei rifare l’elenco dei servizi pubblici e uffici istituzionali che stiamo perdendo. Elenco, che peraltro Lei stessa, ed altri in passato, me compreso, hanno fatto.
Signora Sindaco, ritiene che i bellunesi si siano accorti di quello che sta accadendo ? Io pensavo di si.
Lei ha fatto la Sua lettera aperta, come anch’io, un mese fa, ho fatto la mia.
Ritengo che continuare a parlare ai giornali sulla situazione, che si sta degradando ogni giorno che passa, nel bellunese, non porti a molto.
Nella Sua lettera Signora Ciotti, fa emergere anche responsabilità.
Mi chiedo, se la situazione sia destinata a migliorare: data la carenza di risorse, i tagli ai trasferimenti dello Stato, la crisi, e per molte altre ragioni economiche.
In che modo, Signora, pensa che quelli che Lei addita come artefici della presunta vendita dei “patrimonio di famiglia” risponderanno?
Sono domande alle quali vorrei poter dare una risposta. Come Organizzazione abbiamo più volte richiamato l’attenzione su molte problematiche e continueremo a farlo.
Da un po’ di tempo, però, mi pongo la stessa domanda:

chi ci ascolta ?

Una domanda che, ben inteso, reputo tragica; ma che, tuttavia, dovremo cominciare a porci perché racchiude il cuore del problema bellunese.
Saremmo ascoltati, Signora sindaco Ciotti, se neanche noi bellunesi troviamo il tempo di ascoltarci, fermarci a riflettere su quello che ci sta accadendo? Siccome non capisco ancora, qui da noi, chi decide, ritengo sia almeno opportuno creare uno spazio di discussione che porti ad una decisione per il futuro di noi bellunesi.
Tre anni di non governo di questo territorio sono stati devastanti, ma sono trascorsi. Certo, con qualche lamentela, ma sono andati. Mi sono fatto l’idea che i bellunesi continuino a preferire le loro belle valli alla loro Provincia. Ecco perché la domanda: chi ci ascolta ?
A questa domanda dovremo, a mio parer, dare una risposta corale, noi bellunesi, pensando e avendo a cuore il futuro dei nostri giovani, prima che se ne vadano del tutto. Quali speranze, infatti, stiamo dando ai giovani che vivono in montagna, se non facciamo almeno lo sforzo della solidarietà, di unire le forze verso un obiettivo comune .
Per parte mia, dunque, ho capito che se le molte ricette anticrisi, le proposte, le soluzioni, non vengono condivise è inutile parlare. Perciò desidero ascoltare, ma soprattutto arrivare ad un momento decisionale.
In assenza di un Ente che decida già lo scorso anno ho proposto, e a più riprese, di riunire le rappresentanze di tutti bellunesi per discutere e prendere delle decisioni.
Ho proposto un’assise dei bellunesi, gli Stati generali nell’accezione storica del termine, ma ritengo che anche l’uso di queste parole si sia ormai stereotipato.
Troviamo quindi parole nuove per essere più uniti e per guardare al nostro futuro.

Belluno, 2 marzo 2015

Giacomo Deon – presidente Confartigianato Belluno