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lunedì, Giugno 24, 2024
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Venerdì a Palazzo Piloni l’incontro Terna e Provincia. La presidente della Provincia nega la partecipazione ai Comitati della Valbelluna che scenderanno in strada a manifestare

Palazzo Piloni sede della Provincia
Palazzo Piloni sede della Provincia

Domattina a Palazzo Piloni, sede della Provincia di Belluno, saranno seduti al tavolo i vertici di Terna e i rappresentanti politici della Provincia con la presidente Daniela Larese Filon per discutere il progetto dell’elettrodotto.

Dei distinti signori in giacca e cravatta con compensi commisurati agli obiettivi raggiunti, illustreranno con garbo la fattibilità dell’opera, in rappresentanza di una società per azioni che è il primo operatore in Europa e sesto al mondo. Con un capitale sociale di oltre 442 milioni di euro, quotata in borsa, con un patrimonio di azioni ordinarie di circa 2 miliardi di euro. Ed un piano strategico di investimenti nei prossimi 5 anni di 3,6 miliardi di euro per la sicurezza e l’ammodernamento della Rete elettrica, dei quali l’81% per lo sviluppo della Rete. Un colosso, insomma, con ricavi consolidati dell’esercizio 2012 per 1.806 milioni di euro, di cui 1.592 milioni di euro riferiti alla capogruppo e 197 milioni di euro riferito alla controllata Terna Rete Italia con una crescita di 170 milioni di euro (+10,4%).

Altrettanti rispettabili signori, eletti in virtù della democrazia indiretta da sindaci e consiglieri comunali, in carica per 4 anni senza stipendio (in forza della Legge Delrio che ha definito le Province “enti territoriali di area vasta” ), nell’ascoltare la proposta di Terna, dovranno per loro mandato rappresentare gli interessi della collettività.

E’ evidente che la situazione, sotto il profilo dei rapporti di forza, si manifesta per lo più “sbilanciata”.
Se a ciò si aggiunge che alla delegazione dei Comitati, che aveva chiesto di presenziare all’incontro, è stata sbattuta la porta in faccia, lo scenario appare ancora più inquietante.
Nell’attesa di conoscere l’esito dell’incontro, ci permettiamo di supporre quale saranno le ragioni sostenute da Terna per attraversare la Valbelluna con tralicci da 60 metri a 380mila volt.
Diranno, come hanno già detto ad ogni tavolo, che l’interramento e trasporto in corrente continua non si può fare. Eppure, tecnologia e conoscenze esistono, e sono già impiegate altrove. Ovviamente per Terna è più conveniente la vecchia tecnologia a tralicci, perché meno costosa.
Ma all’incontro di domani, seduti al tavolo di chi rappresenta la popolazione della Valbelluna, non siedono tecnici in grado di confutare le affermazioni di Terna, ma politici educati che non potranno intervenire su argomenti squisitamente specialistici che non conoscono. Come studenti delle superiori capitati loro malgrado in un’aula universitaria.

Roberto De Nart

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