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Sanità bellunese, è l’ora delle decisioni * di Primo Torresin

Primo Torresin, ex segretario generale Cisl Belluno
Primo Torresin, ex segretario generale Cisl Belluno

Ci risiamo. Ritorna, come sempre, la discussione sulla ULSS unica. Per un anno ce ne dimentichiamo, poi – puntuale – a inizio anno riprendono le proposte ormai vecchie di tutti gli anni. Certo che a forza di urlare “al lupo” prima o poi questo esce dalla tana e ce lo ritroviamo di fronte : a quel punto, finalmente, per non essere sbranati dovremmo decidere. Qualche giorno fa sono stati pubblicati i dati economici sulla sanità, riassuntivi dell’anno appena concluso.

Niente di nuovo, ovviamente. Qualche miglioramento, ma nella sostanza chi da tempo è in rosso continua a rimanere sempre più rosso. Chi di dovere, politica in primis, si occupa di questo argomento il meno possibile e proprio quando non ne può fare a meno. Quest’anno siamo fortunati, perché essendoci il rinnovo del Consiglio Regionale affronteremo l’argomento dopo le elezioni. E se sarà possibile, ancora una volta, non verrà presa alcuna decisione. Razionalizzare e spendere meglio è l’imperativo che viene sempre rivolto a noi utenti, poche volte a chi questo imperativo propone. Per quello che conosco nel nostro territorio si è fatta ormai da anni una buona e attenta gestione delle risorse sanitarie, attuando le direttive regionali. Ho l’impressione che si cerchi, da più parti, di rinviare il più possibile l’assunzione di decisioni, sperando sempre che tocchi all’altro certificare i cambiamenti, così da permettere ad ognuno di noi di fare il duro con chi decide. Le caratteristiche
del nostro territorio, tutto a carattere montano che a volte rende difficile persino l’utilizzo dell’elicottero, la sua estensione che risulta la più vasta del Veneto, la minore densità di popolazione, la rete viaria insufficiente che determina alti tempi di percorrenza, non consentono un raffronto alla pari con le altre province del Veneto e soprattutto non permettono un parallelo in termini di costi di servizi. I numeri, da soli, giocano sempre contro la montagna. I risparmi, visti anche i dati dell’anno scorso, vanno prima di tutto ricercati nelle convenzioni con le Università, dove è più facile contenere la spesa senza danneggiare i cittadini e nella razionalizzazione di quei territori dove finora non si è mai o poco intervenuti. Dobbiamo rivendicare per la nostra zona un’applicazione di parametri differenziati, senza dimenticare la convenzione in atto tra ULSS Feltrina e Primiero, essenziale sia per gli abitanti che per il consistente turismo di quella zona, che tanti riflessi positivi ha anche per la Comunità Feltrina e non solo.

E allora la politica formuli sin d’ora una idea condivisa per il nostro territorio e non aspetti quando i buoi saranno scappati dalla stalla, perché in quel momento sarà solo e sempre la battaglia dei poveri, il mettere Feltre contro Belluno e Belluno contro il Cadore e il Cadore contro l’Agordino.
Non servirà a nulla, ovviamente, tranne alla parte politica che in quel momento sarà all’opposizione e potrà sempre dire che lei avrebbe agito diversamente. E la gente prenderà in mano i forconi. Con immensa ragione.
Feltre, 9 febbraio 2015  Primo Torresin

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