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Bando di gara del Comune di Belluno per pulizia locali. Deon: “Nessuna considerazione per le imprese locali. Si poteva fare diversamente”

Giacomo Deon
Giacomo Deon

“Non c’è niente da fare! Sembra proprio che gli amministratori locali, che si riempiono la bocca con i discorsi sulla specificità, poi nella pratica non siano interessati a mantenere il lavoro nella nostra provincia e dare lavoro alle imprese locali”. Questo è il commento stizzito del presidente di Confartigianato Imprese Belluno, Giacomo Deon, sull’ultimo caso di appalto pubblico, che “non tiene in minima considerazione le imprese locali”: il bando emesso dal Comune di Belluno per l’affidamento del servizio di pulizia degli stabili comunali.

“Nel predisporre questo bando ci si è accaniti contro le imprese locali – continua il presidente Deon – in primo luogo scegliendo di fare una procedura europea, quando solo riducendo la durata dell’appalto da 5 anni a 2 o 3 (come è solitamente la durata di questi appalti) si poteva tranquillamente gestire la gara con una procedura negoziata, alla quale invitare le imprese locali. Il bando europeo, invece consentirà la partecipazione a moltissime ditte da fuori provincia (e regione), con i risultati prevedibili: ribassi insostenibili, scarsa qualità del servizio, nessuna garanzia sulla continuità dello stesso”.

“C’è di peggio – aggiunge Deon – si è deciso di aggiungere fra i requisiti essenziali per la partecipazione alla gara il possesso della certificazione ISO 9001. E’ vero, un sistema qualità certificato è un valore aggiunto da considerare in sede di aggiudicazione, ma qui lo si è messo come requisito essenziale pena l’esclusione dalla gara. C’è solo un piccolo dettaglio: in provincia di Belluno ci sono solo tre imprese che hanno questo requisito, su quasi cento che esercitano questa attività. Da una parte apriamo le porte alle imprese di tutta Europa e dall’altra impediamo la partecipazione alle nostre imprese! Ottimo esempio di saggia amministrazione!”.

L’elenco delle assurdità prosegue. “La cosa strana – sottolinea il presidente Deon – è che dell’obbligatorietà di questo requisito non c’è traccia nemmeno nel corposo bando tipo predisposto dall’Autorità dei contratti pubblici”.

“Il bando scade il 23 febbraio, quindi c’è ancora tempo per rivederlo – lascia ancora speranza Deon – mi chiedo se l’Amministrazione comunale vorrà ripensarci o se si esporrà ai probabili ricorsi amministrativi delle imprese ingiustamente escluse”.