Non tutti i sindaci hanno affisso all’albo l’avviso. Pochi cittadini l’hanno letto. Eppure è tutto vero.I cittadini di sesso maschile che entro l’anno compiono 17 anni hanno il dovere di “farsi inserire nelle liste di leva del Comune in cui sono legalmente domiciliati”. Se non ci pensano loro stessi sono i genitori ad avere “l’obbligo di curarne l’iscrizione nelle liste di leva” Lo stabilisce il D. Lgs 15 marzo 2010, n.66 che dà mandato ai sindaci di tutti i Comuni italiani di renderlo noto.
Ma la naja non era stata abolita?
Non esattamente, la leva obbligatoria è solo stata sospesa dal I° gennaio 2005. Qui si tratta di un obbligo a dare la propria disponibilità qualora il Governo decidesse di riattivare la leva obbligatoria. E’ sempre il Decreto n.66/2010 infatti che prevede tale ipotesi, peraltro remota visto le ristrettezze economiche dello Stato. A meno che, con decreto del Presidente della Repubblica previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, non venga proclamato lo stato di guerra (art. 78 della Costituzione). Oppure, per una crisi internazionale, non sia coinvolto lo Stato italiano in quanto aderente alla Nato e quindi non sia ravvisata la necessità di un aumento della consistenza numerica delle Forze armate.
Il sindaco dovrà quindi redigere la lista dei 17enni ed inviarla al Ministero della Difesa entro il 10 di aprile.
Solo che la legge non prevede espressamente sanzioni a quei 17enni o ai genitori che non adempiono all’obbligo. Forse perché in caso di ripristino della leva obbligatoria rimane il diritto di obiezione di coscienza per transitare nel servizio civile.
E una legge senza sanzioni sembra fatta apposta per essere ignorata. Come in effetti è stata.


