Il questore di Belluno dr. Michele Morelli ha ordinato nei confronti di R.C. 40enne romeno in Italia senza fissa dimora, un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune di Santa Giustina Bellunese (BL) per un periodo di tre anni. L’uomo è accusato di aver fornito dichiarazioni mendaci ai militari.
Questi i fatti.
L’attività di controllo del territorio svolta dagli agenti della Questura di Belluno congiuntamente ai carabinieri della Stazione di Santa Giustina Bellunese è stato possibile rintracciare R.C., cittadino romeno di 40 anni, che si aggirava insieme ad un suo connazionale in atteggiamento sospetto all’interno di vari negozi del Centro Commerciale “Quadrifoglio” di Santa Giustina.
La presenza dei due era stata segnalata da parte di gestori di diversi esercizi commerciali che hanno visto il 40enne entrare all’interno dei negozi senza acquistare nulla, soffermandosi però a verificare l’eventuale presenza di sistemi di allarme o telecamere. Questo atteggiamento ha indotto i negozianti a richiedere l’intervento di una pattuglia dei carabinieri i quali, giunti sul posto, hanno notato che i due stranieri alla vista dei militari tentavano di allontanarsi celermente.
Fermato ed identificato R.C. riferiva genericamente di essere arrivato a Santa Giustina in cerca di lavoro a bordo di un’autovettura BMW accompagnato da un amico di cui non forniva le generalità. Attente ricerche consentivano però di appurare che l’uomo aveva invece raggiunto il centro commerciale a bordo di una Volkswagen Polo di colore grigio con targa rumena.
Lo stesso non era in grado di fornire alcuna spiegazione in merito alle dichiarazioni mendaci fornite in precedenza e dai controlli di rito emergeva inoltre che il soggetto era stato controllato altre volte in compagnia di pluripregiudicati per reati contro il patrimonio e la pubblica amministrazione.
Il particolare comportamento del 40enne nell’aver fornito mendaci dichiarazione ai militari sulle modalità di arrivo in Santa Giustina, sui motivi della sua presenza, il non soggiornare regolarmente in Italia, il muoversi con autovetture di volta in volta differenti, il vestire abbigliamento ricercato e l’essere in possesso di cellulari di ultima generazione e piuttosto costosi pur non svolgendo alcuna attività lavorativa hanno fatto scattere il provvedimento cautelativo della Questura.



