Roma 28 gennaio 2015 – “In tarda serata, alla Camera, va in scena la congiura di tutti i partiti contro l’autonomia veneta. Mentre Alessandra Moretti va sbandierando l’autonomismo, il suo ‘Pd’ – a Roma – tradisce la fiducia degli elettori veneti e affossa la stessa autonomia. Solo la Lega, a tutti i livelli istituzionali, sta conducendo questa battaglia con coerenza e determinazione”.
Così i deputati leghisti veneti (Matteo Bragantini, Filippo Busin, Roberto Caon, Marco Marcolin, Emanuele Prataviera) dopo che, nella tarda serata di ieri, la Lega si è vista bocciare il proprio
emendamento alle riforme (il 30.28) sull’autonomia del Veneto, con 345 voti contrari e 86 a favore.
“Con un blitz notturno i deputati veneti hanno tradito il nostro popolo e tutti i sindaci veneti che si erano chiaramente espressi per l’autonomia, con tanto di formale richiesta dell’Anci veneto (tra le
altre cose presieduta da un primo cittadino Pd, Maria Rosa Pavanello), che ha sollecitato nei giorni scorsi tutti i parlamentari del territorio ad appoggiare l’emendamento per fare del Veneto una
Regione a statuto speciale”. “Il Pd, con il voto di ieri, si è schierato apertamente a favore del centralismo romano e di un sistema che oggi scippa ai veneti 21 miliardi di tasse, ogni anno”. Per il
Carroccio si tratta di un “colpo di mano, anche ad opera di Forza Italia, che in Veneto dice una cosa e a Roma fa l’esatto opposto”.
Per la Lega il voto della maggioranza Pd e FI è “uno schiaffo ai cittadini veneti”. Il Partito democratico – dice la Lega – ha smentito due volte gli annunci autonomisti della Moretti, votando contro il
nostro emendamento e contro quello, analogo, della deputata Rubinato, già avversaria di Moretti alle primarie. Il segnale della chiara volontà centralista del Pd, determinato a soffocare ogni anelito
autonomista del popolo veneto”.


