
Mercato del lavoro e occupazione in provincia di Belluno: 69 crisi aziendali aperte nel 2014 (contro 35 totali del 2013). Coinvolti circa 1.400 lavoratori. Saldo negativo tra assunzioni e cessazioni per -1.955 unità. Diminuiscono le ore di CIG, anche grazie alla lenta ripresa della produzione. Bene l’export, che segna un +10,6%, realizzato soprattutto nelle grandi aziende.
Questi i dati principali dell’andamento bellunese del Mercato del Lavoro nel terzo trimestre 2014, illustrati giovedì 22 Gennaio nella sede Cisl di Belluno, da Rudy Roffaré della Segreteria Cisl Belluno Treviso. I dati sono stati elaborati dall’Ufficio Studi della Cisl Belluno Treviso su dati forniti dalla Provincia di Belluno, Veneto Lavoro e Istat.
L’analisi. La fotografia del contesto economico della provincia di Belluno del 2014 mette in evidenza una lenta ripresa sia del fatturato che nella produzione. Migliorano le performance aziendali di ordini, produzione e soprattutto export che fa registrare ottimi dati nelle grandi aziende, mentre le piccole medie imprese rimangono in difficoltà. Solo il mercato russo da segnali negativi, probabilmente legati all’embargo dell’Unione Europea dopo le tensioni in Ucraina.
“Vi sono primi segnali di importanti tentativi di alleanze, la nascita di consorzi che andrebbero a sostituire Società meno strutturate (o addirittura Società Individuali). Anche a Belluno gli imprenditori hanno compreso che allearsi significa sostenere meno costi, avere più efficienza e, soprattutto, essere meno esposizioni finanziariamente – dichiara Rudy Roffarè della Segreteria Cisl Belluno Treviso – Tutto ciò ancora non si traduce in un aumento dell’occupazione. Il mercato del lavoro continua a non dare sostanziali segnali di miglioramento, con un’ulteriore perdita dei posti di lavoro. Viceversa, vi è una leggera diminuzione dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, dovuta alla ripresa, seppure timida, della produzione, che permette di conseguenza la ripresa dell’orario di lavoro pieno da parte dei dipendenti.”
“Le aspettative delle aziende, purtroppo, sono legate ancora ad andamenti incerti. – afferma Anna Orsini Segretario Generale Aggiunto Cisl Belluno Treviso – La pianificazione a medio lungo termine è faticosa, si programma la produzione nel breve periodo e questo ha inevitabilmente una ricaduta negativa sugli investimenti e di conseguenza sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Dovendo quindi ricorrere alla flessibilità interna, come Cisl chiediamo che ci sia una maggiore attenzione all’utilizzo dei contratti di solidarietà, soprattutto quelli di tipo estensivo, utilizzati laddove non c’è necessariamente una crisi, ma che possono comunque ridistribuire il lavoro in maniera più equa e sostenibile.”
“Le aziende che hanno saputo investire e rinnovarsi stanno dimostrando che è questa la strada da percorrere, che da maggiori risultati. – prosegue Roffaré – Aziende con produzioni e mercati di nicchia lavorano e continuano ad assumere. Quello che serve, urgentemente, è un “sistema Paese” con una politica industriale forte, ma anche un sistema “regionale e provinciale” che valorizzi e sostenga le azioni intraprese da queste aziende. Come Cisl – conclude Roffarè – siamo pronti a lavorare per migliorare le performance delle imprese attraverso buoni accordi aziendali, coinvolgendo le lavoratrici e i lavoratori che come sempre dimostrano impegno e dedizione, utilizzando modelli di incentivazione come il welfare integrativo o i premi di risultato per obbiettivi concreti e riscontrabili.”
Cassa Integrazione. L’utilizzo della Cig totale nel mese di novembre 2014 (ordinaria+straordinaria+deroga) fa registrare un -25,6% rispetto allo stesso mese 2013 (contro un -2,1% di media regionale) con un totale di 779.049 ore. Il periodo gennaio-novembre ha visto l’autorizzazione di 5.575.232 ore.
Aperture di crisi aziendali:
Il manifatturiero nel bellunese: La produzione del 3° semestre 2014 segna un + 4,0% rispetto allo stesso trimestre del 2013, con la migliore performance in Veneto dove la media è di 1,2%.
Andamento del mercato. Il mercato interno nel bellunese segna un +1,2% (contro un +0,2 Veneto) ma è l’export a dare i segnali più incoraggianti con un +10,6% (contro il +2,6 Veneto). Da segnalare però come questo dato positivo sia da riferire alle grandi realtà imprenditoriali, che vedono l’export aumentare del 15,5%, compensando invece il crollo dell’export nelle piccole medie aziende.
Commercio. La situazione del comparto commercio è molto preoccupante, come dimostra il dato sul fatturato nel 3° trimestre -2,4%, (veneto -2,1%). Male soprattutto supermercati e grandi magazzini (-5,7%, +0,3 nel 2° trimestre) e il settore alimentare (-2,5% +2,1% 2° trimestre).
Turismo. Il 2014 è stato caratterizzato da una situazione metereologica molto negativa, che ha influito nel cattivo andamento sia della stagione estiva (per le intense e costanti piogge) sia invernale con l’assenza di nevicate fino a pochi giorni fa. Le presenze sono comunque aumentate di un +1% con i numeri parziali dei turisti italiani che segnano un -1,4%, mentre aumentano del 5% i turisti stranieri.
Redditi dei bellunesi. 13.792 (quasi 16mila se si considerano quelle congiunte) le dichiarazioni dei redditi elaborate dagli uffici dei Caf Cisl della provincia di Belluno nel 2014, circa il 40% del totale provinciale. Questi i risultati per fascia di reddito (dati espressi in lordo annuo):
Il rapporto excelsior del primo trimestre 2015 prevede che le imprese attivino 820 contratti, con un leggero incremento del 2% rispetto allo stesso periodo 2014. In particolare vi è un aumento delle assunzioni di contratti atipici del 19% contro una diminuzione del 5% delle assunzioni dirette delle imprese.
Ad oggi, il rapporto evidenzia che, per effetto dell’utilizzo degli ammortizzatori, nel 2014 l’eccedenza di manodopera presente nelle imprese bellunesi è di circa 1.600 occupati. Ciò significa che se venissero tolti gli ammortizzatori, questo sarebbe il numero di licenziamenti previsti.


