“Il Governo ha l’obbligo morale di risolvere subito la questione dell’Imu sui terreni agricoli. Alla luce della pronuncia del Tar del Lazio, non ci sono alternative se non il caos”.
A dirlo è il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli dopo che la Camera di consiglio del Tar Lazio – che ieri si è riunita per decidere il destino dell’Imu agricola – non ha confermato la sospensiva dell’obbligo di pagamento, scritta nel decreto del presidente dello stesso Tar due giorni prima di Natale, rigettando nei fatti l’istanza di sospensione dell’efficacia del D.M. 28 novembre 2014 presentata dalle ANCI di Umbria, Liguria, Veneto e Abruzzo.
“Allo stato attuale non si sa ancora se la scadenza del 26 gennaio è stata ripristinata, come parrebbe da una prima analisi, o se si dovrà attendere il giudizio di merito previsto il 4 febbraio sulla base di un altro analogo ricorso”, fa il punto della situazione Piccoli. “L’unica cosa certa è che regna una incertezza assoluta”.
“Questo significa che con buona probabilità i proprietari di terreni agricoli nei comuni con sedi municipali sotto i 600 metri dovranno procedere al versamento dell’imposta”, rimarca Piccoli. “Si tratta di una misura che ha gettato i comuni nel caos: chi far pagare? Quanto far pagare? Parliamo di terreni da sempre esenti”.
Va ricordato che in base al nuovo provvedimento, l’esenzione totale dall’IMU è limitata ai soli Comuni con altitudine superiore ai 600 metri, mentre in presenza di un’altitudine compresa fra i 281 e i 600 metri l’esclusione è limitata ai coltivatori diretti iscritti alla previdenza agricola e gliimprenditori agricoli professionali.
“La scadenza era prevista inizialmente per il 16 dicembre 2014 ma dopo le numerose polemiche, il Governo ha rinviato al 26 gennaio 2015, impegnandosi a modificare i criteri applicativi. Ma nulla di concreto è stato fatto”, prosegue il senatore di Forza Italia.
“Molti esponenti dello stesso Pd sono in grave imbarazzo, sanno che la questione per molti territori – Belluno in primis – rappresenta una bomba a orologeria. Basti pensare che il Governo ha stimato di incamerare decine di migliaia di euro per comune. Ricordo solo che per un comune come Seren si parla di 70 mila euro, 120 mila circa per Arsiè e così via. Somme che, tra l’altro, sono già state decurtate dai trasferimenti statali ai comuni per l’anno 2014”.
“L’esecutivo”, afferma Piccoli, “deve assolutamente ripristinare l’esenzione sulla base dell’elenco dei Comuni montanti elaborato dall’ISTAT ai sensi della legge n. 991/1952, ristabilendo la totale esenzione per i terreni agricoli montani ed escludendo dal versamento gli agricoltori professionali nei Comuni parzialmente montani. Mi auguro che si arrivi a questa decisione già nelle prossime ore. Non penso che le famiglie della media montagna siano ben disposte a sborsare centinaia di euro per una tassa iniqua che serve al Governo soltanto per coprire il bonus degli 80 euro. C’è ancora poco tempo per rimediare a un pasticcio che definire grossolano è poco”.


