
“Molte regioni italiane rischiano di perdere complessivamente oltre 600 milioni di euro di contributi europei sul Psr 2007-2013 per un investimento pubblico totale di un miliardo. Chiediamo che le somme non rendicontate o impegnate da queste realtà vengano spalmate su quelle regioni come il Veneto che hanno ancora capacità di spesa avendo esaurito tutti i fondi a disposizione sul capitolo Feasr. In un momento come questo perdere questo tipo di opportunità sarebbe un vero e proprio peccato mortale”.
A chiederlo sono il presidente della IV Commissione Agricoltura Dario Bond e il consigliere regionale Amedeo Gerolimetto, entrambi rappresentanti di Forza Italia per il Veneto, a margine della seduta dell’organismo che ha discusso dello stato di attuazione del Psr 2007-2013 e della negoziazione in atto tra la Regione e la Commissione europea sulla programmazione 2014-2020.
“Mentre solo sei regioni italiane – Veneto in testa – hanno esaurito i fondi a disposizione, dimostrando grande efficienza e lungimiranza, le altre 15 devono ancora impegnare o spendere 660 milioni di euro. Se non lo faranno entro il 31 dicembre 2015 il sistema Paese rischia di perdere una somma ingentissima”.
Da qui la proposta dei consiglieri Bond e Gerolimetto, quella di recuperare una clausola contenuta nelle precedenti programmazioni comunitarie che consentirebbe di spalmare le cifre non impegnate a livello nazionale su quelle realtà che hanno ancora margini di spesa e una domanda elevata di liquidità: “In Veneto le domande sul fronte degli investimenti strutturali in agricoltura sono state moltissime e alcuni imprenditori sono rimasti fuori. Per questo chiediamo al Governo e ai nostri parlamentari di intervenire presso l’Unione europea dove dovranno ribadire che le risorse destinate all’Italia devono rimanere in Italia e andare a quelle Regioni dove c’è domanda di investimenti”.
E non manca un ultima annotazione: “Imprenditori agricoli veneti, Regione e Avepa hanno dimostrato grande operatività. Dispiace che a livello centrale si metta sempre in discussione l’esistenza di tali soggetti”.
