I cinque ultrà laziali, V. A. di anni 27, B.F. di anni 33, D.C. A. di anni, M.D. di anni 22, C.D. di anni 34 sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per vioazione all’art. 6 bis comma 1 e 2 legge 13 dicembre 1989 n. 401 “lancio o utilizzo di bastoni, oggetti contundenti in occasione di manifestazioni sportive ed indebito superamento di recinzione dell’impianto”. Per gli stessi, il questore di Belluno adotterà la misura di divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive.
I fatti risalgono a sabato 26 luglio al campo sportivo di Auronzo di Cadore, dove era stato organizzato un incontro di calcio tra le formazioni della S.S. Lazio e dell’A.C. Perugia. Un pullman di ultras Laziali giunto da Roma, giunti nei pressi del campo sportivo di Auronzo, non entrava nella struttura per assistere alla partita, ma si portava a ridosso delle recinzioni del settore est del campo destinato ad ospitare i tifosi del Perugia, con il chiaro intento di cercare lo scontro con questi ultimi, circa una ventina arrivati dal capoluogo umbro per assistere all’incontro.
Alcuni dei tifosi laziali muniti di bastoni, pietre ed oggetti contundenti di vario tipo, evidentemente raccolti fra le case del paese, abbattevano le barriere di protezione del campo con il chiaro scopo di aggredire i rivali. Solo il provvidenziale schieramento di Polizia e Carabinieri in servizio di Ordine Pubblico riusciva ad evitare il contatto tra le due tifoserie, riuscendo a respingere l’attacco dei laziali, anche con l’utilizzo di gas lacrimogeni.
Tuttavia tutte le fasi degli scontri erano state riprese da personale della Polizia scientifica di Belluno.
Dall’analisi dei filmati, nonostante il mascheramento dei volti, la Digos di Belluno, unitamente ai colleghi di Roma, è riuscita a dare un volto e un nome a cinque dei protagonisti degli episodi violenti.


