
«Aprire un confronto per trovare in tempi rapidi la soluzione più razionale, di minor impatto e conveniente, nella consapevolezza che il completamento della bretella Anzù-Busche è una questione di valenza provinciale e, come tale, non può essere decisa unicamente a livello locale». E’ quanto sostiene il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Gian Domenico Cappellaro, a seguito delle recenti prese di posizione sul traforo del Telva e sul completamento di un’opera «strategica» per la competitività del territorio bellunese.
«Il coinvolgimento dei cittadini – prosegue il presidente dell’associazione industriali – è sicuramente un aspetto utile nella definizione delle politiche pubbliche, se ciò serve per creare condivisione e non si traduce in un aprioristico ostruzionismo o in alibi per non prendere alcuna decisione definitiva, peraltro in un contesto di eccessiva frammentazione amministrativa che peggiora le cose e che andrebbe affrontato seriamente. Nel caso specifico, la realizzazione del “passante di Feltre” è una vera priorità, perché permetterebbe di risolvere una delle maggiori criticità della viabilità provinciale. Ricordiamo infatti che l’attraversamento della città da parte dei mezzi pesanti è oggetto di periodiche proteste e che la malaugurata chiusura di via Panoramica, senza una valida alternativa in loco, spezzerebbe in due un territorio fortemente industrializzato, con gravi ripercussioni sull’intero sistema economico provinciale. Per questo le preoccupazioni del sindaco Paolo Perenzin sono assolutamente condivisibili. Senza entrare nel merito del tracciato, riteniamo indispensabile che si trovi presto una soluzione che, da un lato, risolva il problema del traffico pesante in città e, dall’altro, migliori l’intera viabilità provinciale, in un’area produttiva molto importante».
«La Anzù-Busche – conclude Gian Domenico Cappellaro – è un completamento della variante alla statale 50 del Passo Rolle. A tal proposito, ricordiamo che la nostra associazione, già anni fa, aveva presentato una proposta che prevedeva la realizzazione di un nuovo tracciato, in modo da evitare il transito viario di attraversamento nei centri abitati della destra Piave: Sedico-Bribano, Santa Giustina, Formegan. A distanza di tempo, quella proposta mantiene inalterato il suo significato e andrebbe quantomeno valutata, anche alla luce del possibile completamento del passante di Feltre, nell’ottica di quel potenziamento infrastrutturale che chiediamo da tempo per migliorare la competitività del nostro territorio e delle nostre imprese».


