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Sanità bellunese, esternalizzazione del servizio di preparazione dei farmaci oncologici. Bond: “Scelta inspiegabile. I direttori generali cambino rotta”!

Dario Bond, consigliere regionale Pdl
Dario Bond, consigliere regionale Pdl

“Trovo inspiegabile la scelta di esternalizzare il servizio di preparazione dei farmaci oncologici all’Uls 8. Chiedo ai direttori generali delle 2 Ulss bellunesi di cambiare subito rotta”.

Non usa mezzi termini il consigliere regionale di Forza Italia per il Veneto Dario Bond nel commentare la notizia dell’ormai imminente esternalizzazione da parte delle Ulss bellunesi del servizio di preparazione di farmaci oncologici all’ospedale di Castelfranco Veneto.

“A fronte di un’alta incidenza di tumori in tutta la provincia di Belluno e di una mortalità elevata, considerato poi il fatto che l’attività di prevenzione ha portato notevoli miglioramenti, non riesco proprio a capire come si possa pensare ad affidare la preparazione farmaci oncologici fuori dai confini del nostro territorio”, afferma Bond, che rimarca: “Lo stesso Piano socio-sanitario prevede un’attenzione particolare per i territori con importanti incidenze oncologiche”.

“Mi risulta poi inspiegabile non vedere le due Uls del territorio collaborare in forma fattiva per trovare una soluzione sul territorio. L’esternalizzazione ha diversi inconvenienti: dai tempi del trasporto allo stato della rete viaria, senza contare che nel lungo periodo i costi diventerebbero elevatissimi. Castelfranco e Belluno non sono a un tiro di schioppo e i corrieri hanno un costo”.

“Non vorrei infine che i farmaci bellunesi venissero preparati per ultimi: è ovvio che la priorità andrebbe sempre e comunque all’Uls di appartenenza come successo in altre esperienze di area vasta. Detto questo mi chiedo a chi giova tutto questo”.

Bond, in ultima battuta, si rivolge ai direttori generali delle due Uls. “Cari direttori delle Uls di Belluno e Feltre cambiate rotta perché non si può scherzare sulla pelle dei cittadini né per ragioni aziendali né di campanile. Individuate una cifra, da dividere in due, per la sistemazione del laboratorio e date un segnale che prima di tutto c’è la qualità della vita dei nostri pazienti e la prospettiva di una seria guarigione. Su questo non si può transigere”.