
Il risultato elettorale in Emilia Romagna consegna il Governo della Regione al PD e alla sua coalizione. Infatti, ad un primo sguardo rivolto alle percentuali ci si accorge che il Partito Democratico vince la competizione con un 44,52% mentre, al netto del risultato della Lega-Nord che sfiora il 20%, le distanze con tutti gli altri risultano siderali. Il dato, però, per il quale necessita una profonda riflessione riguarda l’astensione data la scarsissima affluenza fermatasi al 37,67%. Un minimo storico che non ha precedenti nella storia democratica di quella regione e più in generale nel paese. Il significato di quella diserzione di massa dalle urne, i presupposti peraltro erano già visibili alle primarie che avevano preceduto le elezioni, non può né essere confinato territorialmente all’interno di quella regione, né si può interamente attribuire alle note vicende giudiziarie. Quanto accaduto parla anche alla regione Veneto e all’intero paese. Per questo ho trovato, non solo superficiali, ma del tutto inopportune le dichiarazioni rilasciate da tanti dirigenti del PD e del suo Segretario nazionale, con le quali ci si è rallegrati di quella vittoria. Dichiarazioni del tipo “abbiamo vinto 2 a 0” oppure “avanti così” fanno a pugni col dato drammatico dell’astensione.
Quando 2 elettori su 3 decidono di adottare una forma inedita di protesta che può essere ricondotta ad una sorta di sciopero del voto non c’è nulla di cui potersi compiacere. È la Democrazia ad essere in pericolo, perché essa vive attraverso processi partecipativi e quando questi vengono meno è la Democrazia stessa che si depaupera e si svilisce lasciando vuoti pericolosi. Mi sono chiesto: ma se domani arriva colui che sa raccogliere quel disagio, quel malcontento e gli dà rappresentanza politica a quale deriva andiamo incontro? Quando nel giro di pochi mesi un partito perde circa 700.000 voti, con un risultato assoluto più che dimezzato, non puoi felicitarti delle percentuali perché queste non rendono giustizia della effettiva partecipazione popolare. Non puoi scommettere sul tuo futuro personale e politico sulla mancata partecipazione perché trascini con te il destino di un paese intero. In Emilia Romagna è partita un’onda che può diventare un vero e proprio tsunami, per il PD del Veneto e anche bellunese sapendo benissimo che anche qui da noi la tentazione di emulare quel mancato voto è molto forte come da più parti è già stato dichiarato. Se da una parte ne comprendo le ragioni, dall’altra, però, le considero un aggravamento della situazione. Chi porta la responsabilità di Governo ha il dovere di dare risposte concrete alle ragioni che stanno al fondo di quella diserzione collettiva e non liquidare il tutto con qualche frettoloso twitt. Per questo penso vadano ricostruite le ragioni di una larga partecipazione democratica come unica garanzia della convivenza civile. Questo è l’impegno al quale non possiamo sottrarci.
Renato Bressan – Assemblea nazionale PD


