HomeCronaca/PoliticaRitirata la legge forestale. Soddisfatto il consigliere Reolon: "Era assolutamente inadeguata"

Ritirata la legge forestale. Soddisfatto il consigliere Reolon: “Era assolutamente inadeguata”

Sergio Reolon, consigliere regionale Pd
Sergio Reolon, consigliere regionale Pd

Il progetto di riforma della legge forestale è stato tolto dal calendario dei lavori dell’odierno consiglio regionale. «Meno male», commenta il consigliere regionale Sergio Reolon, «quel progetto è pasticciato e confusionario. L’unica cosa che regola sono gli aspetti amministrativi e burocratici, mentre è scomparsa la gestione forestale. Un’autentica vergogna per una regione che vanta la primogenitura in questo campo, grazie alle innovazioni introdotte dalla Serenissima nel 1500 per la gestione dei boschi del Cadore. Adesso bisogna riscrivere la proposta di legge come sostenevo ancora a settembre».

Quello che non si è capito, prosegue il consigliere, è «che la gestione dei boschi e delle foreste ha riflessi diretti sullo sviluppo dell’economia montana, sulla prevenzione del rischio idrico, sull’ambiente e sul paesaggio; questi ultimi due aspetti sono fondamentali per incentivare un turismo di qualità».

Invece, siamo di fronte al degrado del nostro patrimonio boschivo. I boschi veneti, ricorda il consigliere, «hanno il più basso tasso di utilizzo di tutta Europa. Non si fanno pulizie, né manutenzioni. Bisognerebbe almeno raddoppiare i tagli e mettere le aziende locali nelle condizioni di fare la manutenzione ordinaria e straordinaria. Invece, oggi le imprese boschive locali sono sottoposte a una concorrenza insostenibile da parte di imprese estere».

Nonostante alcune modifiche tecniche apportate in commissione la riforma resta «assolutamente inadeguata», conclude Reolon. «Siamo di fronte a una vera e propria emergenza nella gestione delle foreste, ma il progetto di legge della maggioranza non affronta nessuna delle questioni aperte. Per questo ora spero si scriva un testo capace di rispondere alle esigenze reali e non ai burocrati».