Tramite la Cassa depositi e prestiti, il Governo ha dato un altro duro colpo alla svendita del patrimonio pubblico, annunciando la cessione di quote di minoranza di Snam e Terna, detenute da Cdp Reti Spa, a 33 fondazioni di origine bancaria e alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense. Si parla di quasi 500 milioni di euro, il 14% che si va ad aggiungere a quel 35% che Cdp aveva già deliberato in favore della State Grid Corporation of China. «In questo modo si stanno dando in pasto alle banche e agli investitori stranieri pezzi strategici del settore energetico italiano. Il nostro Paese continua a cedere sovranità in cambio di una logica di profitto a breve termine per far cassa e ripagare i debiti», commenta il senatore Gianni Girotto, capogruppo M5S in X commissione Industria, turismo e commercio.
L’Enel cinese, come è stata ribattezzata la State Grid Corporation of China, che controlla la State International Developement Limited (Sgid) si approprierà del 35% del capitale sociale internamente di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti per un ammontare di 2.101 milioni di euro. A questi si aggiungono altri 500 milioni. Ma l’Italia sta per perdere un pezzo importante del proprio patrimonio.
«Voglio ricordare – sottolinea il senatore 5 Stelle – che l’attività di svendita sta avvenendo senza alcun confronto parlamentare e al momento sono sconosciute le cause. Ribadiamo come M5S che sarebbe stato opportuno aprire almeno una discussione trasparente per approfondire i motivi che hanno portato il Governo a scegliere la strada della svendita senza vagliare altre possibilità. Come M5S avevamo già evidenziato in diverse interrogazioni quali fossero i rischi dell’operazione, sottolineando la necessità e l’importanza di non perdere pezzi di patrimonio pubblico come la rete elettrica di Terna o Snam.»
Gianni Girotto, Castaldi Gianluca – M5S X Commissione Industria Senato
Scarica l’interrogazione presentata sulla vendita di Cdp reti ai Cinesi.


