Il tessuto economico veneto attraversa una fase di lenta e incerta ripresa dopo una lunga crisi. Nel II trimestre del 2014, la crescita della produzione industriale ha perso slancio, registrando un modesto incremento (+1,2% a/a). La crescita produttiva, comunque, ha riguardato quasi tutti i settori e, in particolare, i comparti dei mezzi di trasporto e delle macchine elettriche ed elettroniche: entrambi hanno chiuso l’ultimo trimestre con una forte crescita ancora più marcata del dato del primo trimestre dell’anno. Il grado di utilizzo degli impianti è tornato ai livelli dello stesso periodo del 2013 (72,9%) e gli investimenti delle imprese sono ancora in flessione. E’ quanto emerge dalla lettura dei dati economici effettuata dall’Area Research & IR di Banca Monte dei Paschi di Siena, che ha analizzato le peculiarità del territorio e la dimensione economica della Regione Veneto.
Nell’ipotesi di un consolidamento della ripresa del commercio internazionale, secondo Prometeia, nel biennio 2014-15 il Pil regionale registrerà una crescita leggermente superiore alla media nazionale (+0,2% a/a del 2014 e +0,7% a/a del 2015 del Veneto vs. -0,4% a/a del 2014 e +0,5% a/a del 2015 dell’Italia) per poi stabilizzarsi su tassi di crescita analoghi a quelli nazionali. Il principale rischio è rappresentato dalla delicata situazione del mercato del lavoro. Qualora il trend negativo dovesse proseguire e addirittura aggravarsi l’effetto sui consumi e sugli investimenti potrebbe pregiudicare le prospettive di crescita della regione nel prossimo futuro.
La struttura produttiva regionale si caratterizza per l’elevato peso industriale (26,3% del valore aggiunto regionale) rispetto alla media italiana (18,9%); mentre l’incidenza dell’agricoltura è minore sia del dato del Nord Est che di quello nazionale. Un contributo positivo all’attività economica regionale giunge dalle esportazioni che risultano più dinamiche della media nazionale (+3% a/a nel I semestre del 2014, vs il +1,3% nazionale). Particolarmente brillanti quelle verso i paesi extra-UE che, rispetto al I semestre del 2007, sono aumentate del +22,5% a/a. Comunque la regione si conferma la 2^ regione italiana dopo la Lombardia, con una quota del 13,6% delle vendite estere nazionali. A livello settoriale, tutti i comparti sono in segno positivo ad esclusione dei comparti del coke e prodotti petroliferi (-31,2% a/a), del farmaceutico (-9,9% a/a), dei metalli di base e prodotti in metalli (-4,5% a/a) e dei computer, apparecchi elettronici e ottici (-2,7% a/a).
L’export della provincia di Padova è pari a circa 8,7 mld di euro, collocandosi al 4° posto nel Veneto per dimensioni assolute con circa il 16,5% sul totale regionale. Nel primo semestre del 2014 l’export manifatturiero provinciale è in flessione (-3,4% a/a) trascinato dalle forti perdite nel comparto dei metalli di base e prodotti di metallo (-38,6% a/a) e da quello del coke e prodotti petroliferi (-31,5% a/a).
Interessante anche l’andamento delle esportazioni dei distretti del Veneto che hanno mantenuto un buon ritmo di crescita (+5,5% a/a), secondi solo, nel panorama distrettuale italiano, alle aree distrettuali del Piemonte e dell’Emilia Romagna.
L’analisi svolta dall’Area Research & IR di Banca MPS sottolinea anche come dal comparto turistico, siano arrivati buoni risultati, visto la deludente stagione climatica e la debole domanda interna. Nei primi 8 mesi del 2014, si registra una crescita degli arrivi domestici (+5,1% a/a) e anche delle presenze (+2,2% a/a), mentre flettono le presenze degli stranieri(-0,2% a/a). Anche in provincia di Padova si registra un aumento del +2,9% a/a dei flussi turistici, anche se in rallentamento rispetto allo stesso periodo del 2013 (+4,5% a/a).
Il settore delle costruzioni ed immobiliare continua ad essere in crisi e lo scorso anno le compravendite residenziali nella regione hanno subito una flessione (-8,5%), seppur più contenuta di quella registrata in Italia (-10,8% a/a). Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, rispetto al II trimestre del 2014 le compravendite tornano a crescere nell’intera regione (+3,7% a/a)facendo meglio al dato nazionale (-1% a/a) e la provincia di Verona è quella con la migliore performance (+15,2% a/a).
Nel corso del 2014 l’incidenza degli impieghi regionali sul dato nazionale è aumentata portandosi a luglio all’11,15% a/a contro il 10,9% dello stesso periodo dello scorso anno. A fronte della suddetta dinamica il rapporto tra sofferenze e impieghi alle imprese venete, pur in un contesto di generale peggioramento connesso all’attuale crisi economica, si è mantenuto costantemente al di sotto della media nazionale.


