HomeCronaca/PoliticaLa nuova Provincia montana alpina e l’autogoverno del Bellunese: molti gli interrogativi...

La nuova Provincia montana alpina e l’autogoverno del Bellunese: molti gli interrogativi emersi al forum promosso dalla Fondazione Arnaldo Colleselli

De Martin, Larese Filon , Reolon
De Martin, Larese Filon , Reolon

Quali sono gli spazi finanziari a cui la Provincia montana alpina può ragionevolmente guardare? In che misura il metodo dei fabbisogni standard può essere utile laddove il “fattore montagna” risulta sottopesato e sottorappresentato? In che modo lo Stato può accompagnare la Provincia mntana alpina nello sviluppo di relazioni istituzionali con i territori contermini transfrontalieri (Euroregione, Eusalp – nuova strategia alpina europea)?

Sono alcuni quesiti emersi nel corso del forum «La nuova Provincia montana alpina e l’autogoverno del Bellunese» che si è tenuto oggi pomeriggio, venerdì 7 novembre, in sala Muccin del Centro Giovanni 23mo, con il patrocinio della Provincia di Belluno. Promotrice dell’iniziativa la Fondazione “Montagna e Europa” Arnaldo Colleselli.

Al presiedere il convegno il professor Gian Candido De Martin, al tavolo dei relatori la neo eletta presidente della provincia Daniela Larese Filon e il consigliere regionale Sergio Reolon.

Il nuovo assetto istituzionale delle province di secondo grado fatica a prendere forma. La legge, inoltre, alle province montane alpine, oltre alle consuete funzioni (ambiente, trasporti, viabilità, edilizia, scuola, ecc) attribuisce competenze rafforzate in materia di governo strategico del territorio, e relazioni istituzionali con i territori contermini a statuto speciale, nonché con gli enti territoriali degli stati confinanti. Ma la Legge di stabilità 2015, oltre al taglio previsto agli equilibri di finanza pubblica che fissano per Belluno 4 milioni 543 mila 474 euro, contiene anche il divieto assoluto di nuove assunzioni, di procedure di mobilità e utilizzo di comandi. In questo modo va ad ostacolare l’assegnazione di risorse umane nell’ambito del processo attuativo della Legge regionale n.25. Inoltre, per le ulteriori funzioni delle province montane, non sono previste risorse aggiuntive né dal DPCM né da altre norme. Nota positiva, invece, per quanto riguarda l’intesa sui Fondi di confine, che considera tra i beneficiari degli interventi di natura strategica anche le province confinanti con quelle autonome.

Infine, ci si chiede: per rafforzare l’autogoverno della montagna bellunese, può essere un percorso ancora praticabile la prospettiva prefigurata dall’art.116 ultimo comma della Costituzione? E nella riforma istituzionale in itinere, le province montane alpine saranno adeguatamente salvaguardate come livello di governo dell’area vasta? Insomma, è possibile valorizzare a pieno il concetto di “forme e condizioni particolari di autonomia per gli enti di area vasta ubicati in territori interamente montani”?

(adn)