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giovedì, Giugno 20, 2024
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Susanna Camusso a Belluno: “Non è accettabile un lavoro senza diritti! Puntare agli investimenti pubblici per il rilancio del Paese”

Susanna Camusso“Abbiamo iniziato una lunga marcia per ragionare su come affrontare questa stagione politica. Il 25 ottobre a Roma abbiamo scommesso con i lavoratori, con i giovani, con i precari. Abbiamo ricostruito un punto di autonomia fondamentale nella Cgil che non va disperso!”

Lo ha detto Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil nella sua relazione conclusiva al teatro del Centro Giovanni 23mo oggi pomeriggio all’incontro con i quadri e delegati provinciali del sindacato. “Quell’iniziativa – ha proseguito la Camusso riferendosi al successo della manifestazione della Cgil a Roma alla quale hanno partecipato circa 500 bellunesi – ha cambiato una stagione politica ed ha dimostrato che esiste un’altra possibile riforma che non sia quella della legge delega”.

Lavoro e conflitto sociale

“Non è accettabile un lavoro senza diritti! Un ritorno al lavoro servile senza dignità. Quello che deve cambiare, invece, è quel pezzo di Paese che ha guadagnato sull’evasione fiscale, sul falso in bilancio, sugli appalti al massimo ribasso!”

“Si sta trasferendo sempre più in basso il conflitto. Gli addetti alle pulizie di cooperative, i pensionati da 500 euro al mese si chiedono come mai loro non percepiscono gli 80 euro al mese. Lo schema della divisione in basso è antico, ‘divide et impera’ ce l’hanno insegnato i latini. La nostra forza deve abbattere queste differenze in basso. La qualità sociale di un Paese si misura anche dalla riduzione della disuguaglianza”.

Politica e economia

La segretaria generale della Cgil non ha risparmiato il suo affondo al presidente del consiglio. “Vi ho dato la libertà di licenziare, vi abbasso l’Irap cosa volete di più ha detto Renzi agli industriali. Il messaggio – ha sottolineato la Camusso – è questo: se l’economia non riparte dipende dalla buona volontà delle imprese”. Un atto di fiducia agli industriali che non piace alla Camusso. “Prima della crisi economica hanno scelto di spostare i profitti sulla finanza, anziché nell’investimento industriale. Con il risultato che negli ultimi 20 anni abbiamo visto spostarsi il reddito a favore di quelle famiglie che detengono il potere. A quali soggetti, dunque, dovremmo affidare il futuro del Paese? Renzi ha deciso di affidarlo alle imprese. Noi diciamo che occorre agire sul piano del lavoro. Con investimenti pubblici per la messa in sicurezza del nostro Paese, che sono la leva per il rilancio. La crisi dell’Italia è iniziata quando Berlusconi e Tremonti hanno inventato il Patto di stabilità che ha bloccato gli investimenti pubblici”.

Scuola

“Qualche tempo fa c’era chi giudicava positivo il calo delle iscrizioni all’Università, secondo un’idea della scuola che riduce qualità e quantità dell’istruzione. Una disuguaglianza sempre più evidente, una divisione della popolazione sul censo.

Diritti dei lavoratori

“Ridurre le disuguaglianze significa che non si può aprire un processo al caporalato (in corso alla Corte d’Assise di Lecce dove 9 imprenditori salentini, e 7 caporali africani, sono accusati di tratta, riduzione in schiavitù, intermediazione illecita, sfruttamento e associazione a delinquere. Ndr) e al tempo stesso voler abolire l’art.18 dello Statuto dei lavoratori! Perché la difesa dei diritti dello Statuto è una garanzia per tutti i lavoratori. Estensione dei diritti significa anche estensione della contrattazione”.

Pubblica amministrazione

“Oggi nella legge di stabilità ci sono 15mila lavoratori pubblici in meno per i tagli alle province. L’operazione in corso è la costruzione di una posizione di privilegio della politica sulla pubblica amministrazione, per non avere posti di lavoro contrattualizzati. Stiamo tornando indietro di secoli! Si vuole abbattere la terzietà della pubblica amministrazione rispetto al potere politico”.

Alberto De Nart

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