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venerdì, Giugno 21, 2024
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Autonomia, la grande menzogna del Pd bellunese

Tomaso Pettazzi
Tomaso Pettazzi

Resto allibito che nessun Bellunese si rivolti contro lo stravolgimento della realtà operato dal Pd bellunese e dal suo consigliere regionale Sergio Reolon.

Già era stato affisso un manifesto che si riferiva alla legge regionale sulla nostra specificità (il famoso art. 15), approvata lo scorso  30 luglio, spacciandola per legge sulla autonomia.

Ora viene pubblicizzata sui quotidiani una serie di incontri dello stesso Reolon  con amministratori e popolazione, dove si afferma che ”la nostra autonomia è legge”.

Anche l’eventuale riferimento alla riforma Del Rio delle province,  approvata lo scorso agosto dal Senato, è fuori luogo; riporto a tal riguardo il commento di uno studioso competente, dottore di ricerca in Istituzioni di diritto Pubblico all’Università di Padova: “… con questa riforma in prima deliberazione da parte del Senato, le aree montane non sono per nulla garantite (art. 39, comma 4 del ddl 1429-A). Il che significa che, non essendo più elemento costitutivo della Repubblica ai sensi dell’art. 114, comma 1, il legislatore ordinario può disporne come vuole, accorpandole ad altre (Treviso?) e sopprimerle definitivamente”.

E continua: “una volta esaurita la prima fase del passaggio parlamentare (il testo è stato approvato dal Senato l ’08 agosto 2014 e ora andrà alla Camera), seguirà, ad intervello non minore di tre mesi (così prescrive l’art. 138, comma 1, Cost.), un secondo passaggio (la c.d. seconda deliberazione) nei due rami del Parlamento. Se, nel corso della seconda deliberazione venissero apportate modifiche rispetto al testo approvato nella prima deliberazione (cioè nel primo passaggio parlamentare), l’iter è come se iniziasse di nuovo, in quanto ci si troverebbe di fronte ad un nuovo testo di progetto di legge costituzionale (art. 123 reg. senato, art. 99 reg. camera)”.

In conclusione: le anime candide che si aspettano l’autonomia da eventuali ulteriori passaggi, o sono sognatrici o sono in malafede. In ogni caso chi parla ora di autonomia raggiunta mente sapendo di mentire.

Nessuno ha qualcosa da ridire? Siamo ormai abituati a farci raccontare quotidianamente delle menzogne? Dov’è finito l’orgoglio bellunese?

Tomaso Pettazzi

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