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Ex biblioteca di Ponte nelle Alpi. Interrogazione dell’opposizione: “Quali sono le reali intenzioni di codesta amministrazione in merito alla possibile vendita dello stabile all’Associazione Assalam”

 

Diana Broi
Diana Broi

Non convincono le risposte date a mezzo stampa dall’amministrazione  di Ponte nelle Alpi sulla destinazione futura dello stabile dell’ex Biblioteca. Tant’è che l’opposizione, a firma dei consiglieri Diana Broi, Nicola Balcon, Francesca Fontanella e Giuseppe Trevisiol ha presentato questa mattina, lunedì I° settembre, un’interpellanza al sindaco Paolo Vendramini, per sapere:

 

  • Se corrisponde al vero che l’Associazione Assalam ha chiesto di visitare lo stabile dell’Ex-Biblioteca;

  • Se l’amministrazione di Ponte nelle Alpi ha già fissato un appuntamento per far visitare lo stabile;

  • Quali sono le reali intenzioni dell’amministrazione in merito alla possibile vendita dello stabile all’Associazione Assalam;

 

La preoccupazione del gruppo consiliare Progetto comune, si fonda sui recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto il cittadino pontalpino Ismar Mesinovic,  jihadista, già membro dell’Associazione Assalam, combattente in Siria dove ha perso la vita nella guerriglia contro il regime di Assad.

Lo stabile ex-biblioteca di Ponte nelle Alpi sito in Via della Libertà, infatti, è stato messo in vendita dalla precedente amministrazione comunale nel febbraio 2013.

“Considerato che in un anno e mezzo non sono pervenute manifestazioni esplicite di interesse per l’acquisto dell’immobile (il cui valore è quantificato in 400.000 euro circa) – scrivono i consiglieri dell’opposizione nell’interrogazione – , e che l’unica manifestazione di interesse, da quanto si apprende dalla stampa, è stata avanzata dall’Associazione Assalam, che ha chiesto di visitare lo stabile prima di avanzare un’offerta, la minoranza consiliare e la popolazione non sono al corrente delle reali intenzioni di codesta amministrazione”.

La parola ora al sindaco di Ponte nelle Alpi, che dovrà assicurare la popolazione che un ipotetico centro di culto non nasconda cellule per la lotta armata.