HomeLettere OpinioniDemanio idrico: la Regione Veneto si trattiene i canoni delle derivazioni principali...

Demanio idrico: la Regione Veneto si trattiene i canoni delle derivazioni principali del Piave e Cordevole, ma per Conte abbiamo già avuto

Il fiume Piave e il Ponte della Vittoria
Il fiume Piave e il Ponte della Vittoria

La polemica sorta tra il consigliere regionale Sergio Reolon (Pd) e l’assessore regionale Maurizio Conte (Lega Nord) sul demanio idrico è occasione per sottolineare ahimè, se ancora ce ne fosse bisogno, delle ingiustificate discriminazioni esistenti tra regioni e province dello Stato italiano. E di come la provincia di Belluno sia considerata da Venezia una vacca da mungere tenuta a catena.

Sergio Reolon fa il suo lavoro di rappresentante del territorio quando lamenta l’esclusione della provincia di Belluno da quei tre milioni di euro assegnati qualche giorno fa dalla giunta regionale per la sicurezza del territorio alle province venete. E fa sorridere la risposta di Conte che replica dicendo che Belluno ha già avuto il denaro del demanio idrico dell’importo pari a quello che la Regione complessivamente introita dalle concessioni delle altre sei provincie del Veneto tutte assieme.
Innanzitutto, non si può non ricordare che solo a marzo del 2014 il consiglio regionale del Veneto ha deliberato di pagare a Belluno i canoni pregressi del demanio idrico per il quadriennio 2006/2009 pari a 15 milioni, per i quali erano stati versati solo gli acconti.
Ma la questione più abnorme è quella dei canoni per le concessioni di grande derivazione, ossia quelle del Piave e del Cordevole, l’argenteria di famiglia della nostra provincia, che la Regione Veneto incassa interamente senza dare nulla a Belluno. A noi rimane lo sfruttamento del territorio, i Vajont, e a Venezia i proventi.
Giova ricordare che nel Trentino Alto – Adige, la provincia di Trento incassa i 9/10 delle concessioni di grande derivazione e i 10/10 delle altre. E tuttavia, a dimostrazione di come le aspettative di un territorio siano elevate e ben rappresentate, nel 1999 la provincia di Trento avanzò un ricorso per conflitto di attribuzione tra Stato e Provincia autonoma per lamentata lesione delle attribuzioni provinciali, al fine di ottenere l’intera quota dei 10/10 anche delle grandi derivazioni.
Non ci riuscirono, un decimo rimane allo Stato, il procedimento si concluse dinanzi alla Corte Costituzionale con giudizio di inammissibilità della richiesta (GU 1a Serie Speciale – Corte Costituzionale n.27 del 11-7-2001).
Quando la Regione Veneto lascierà a Belluno i 9/10 dei canoni delle due derivazioni principali del Piave e del Cordevole, allora potrà affermare “avete già avuto”. Oggi l’affermazione di Conte è irricevibile.
Roberto De Nart