
A due anni dal riconoscimento della “specificità” contenuta nell’art. 15 dello Statuto della Regione Veneto, il Consiglio Regionale ha approvato la legge che consente di avviare concretamente il percorso teso a garantire alla provincia di Belluno particolari forme di autogoverno su una serie di materie.
“Un passo importante – precisa il presidente dell’APPIA Moreno De Col – anche perché si prevede una tempistica certa per il trasferimento delle competenze e delle risorse ma, pur sempre, l’avvio di un percorso su cui occorrerà vigilare per evitare che affermazioni improntate a scetticismo di traducano poi in un reale rallentamento del processo di trasferimento. Il risultato ottenuto, che è a nostro avviso quanto realisticamente poteva essere ottenuto, va ascritto a merito di tutti: dai nostri rappresentanti bellunesi in Consiglio Regionale e relative forze politiche, alle organizzazioni economiche e sindacali, dai rappresentanti della società civile al mondo del volontariato. E non è utile a nessuno in questa fase rimarcare che alcuni entusiasti dell’ultima ora erano quantomeno “freddi” all’ipotesi della specificità. Più importante guardare avanti e con pragmatismo interrogarsi sulla capacità che avrà il nostro territorio non solo di gestire quanto ottenuto ma, in una prospettiva che sarà improntata ad un accentuato dinamismo delle forme di governo dei territori, saper cogliere tutte le opportunità per consentire alla provincia di Belluno di accrescere competenze, capacità di autogoverno, risorse.
Il compito che attende la nuova provincia che uscirà dalle elezioni del 28 settembre, al pari delle amministrazioni comunali chiamate dalla legge a svolgere potestà regolamentare, è quindi molto impegnativo. Anche perché diventando, almeno in parte, attori del nostro destino non potremo più lamentarci di colpe o inadempienze altrui.”
Di qui la necessità conclude De Col, dell’avvio di una nuova fase di condivisione da parte di tutti i soggetti portatori di interesse, sulle cose effettivamente ritenute indispensabili per il nostro territorio per evitare che le poche risorse disponibili siano spese con ricadute risibili sull’economia locale.


