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Lettera dei sindaci del Comitato di sorveglianza ai lavoratori dell’Acc sul voto dell’accordo

Acc Compressor MelVenerdì 1 agosto i lavoratori dello stabilimento Acc di Mel sono chiamati ad esprimere, attraverso un referendum, la loro accettazione o meno dell’accordo uscito dopo intensa trattativa tra la Wanbao, le organizzazioni sindacali di categoria e le rsu.

In questo contesto cosi difficile e particolare siamo perfettamente consapevoli che la scelta è sicuramente complicata. Non possiamo però dimenticare come molti, in tutti questi anni, hanno scommesso nella chiusura di quella che un tempo rappresentava una delle più prestigiose aziende del Bellunese e come ancora una volta la determinazione e l’audacia di lavoratori, parti sociali, del commissario, del territorio e delle istituzioni, hanno consentito di arrivare ad una situazione sicuramente difficile e dolorosa, ma pur sempre una soluzione in grado di offrire una prospettiva diversa rispetto alla conduzione non industriale degli ultimi dieci anni.

Molti in questi giorni ci stanno chiedendo un parere in merito all’accordo raggiunto, se sia giusto o meno accettare determinate condizioni attuali il taglio del salario e il numero degli esuberi. Evidentemente la risposta da parte nostra non può prescindere da una visione territoriale, di equilibrio e di pace sociale.

Ma qui, giustamente, sono i lavoratori ad essere chiamati ad esprimersi e lo devono fare in piena libertà, interrogando la propria coscienza, guardando alla propria situazione personale e familiare.

Non sarebbe giusto diversamente, in quanto ognuno conosce nel profondo la propria situazione. E’ quindi corretto che siano i lavoratori ad avvallare o meno l’accordo sindacale, interrogandosi sulle aspettative che si erano prefissati o avevano immaginato per se stessi e per la propria famiglia, sulle aspirazioni coltivate per i propri figli e su cosa siano in grado di garantire per il loro futuro. Solo i lavoratori possono decidere se tutto ciò che si è costruito in questi anni, ciò che hanno cercato di immaginare per sè e per i propri familiari, tutto sommato, possa essere ancora alimentato pur rinunciando ad una parte di stipendio o, al contrario, sia il caso di rimettere tutto in discussione.

Quali prospettive di lavoro è in grado di offrire il nostro territorio e cosa succederebbe nell’eventualità che l’accordo non passasse?

A questa domanda nessuno può rispondere con certezza, anche se è facilmente intuibile che, in tal caso, il percorso diventerebbe sicuramente più complicato per tutti.

Quello che possiamo dire come Sindaci del Comitato di Sorveglianza Socio Istituzionale è che auspichiamo da qui in avanti, per imprimere una svolta seria e di prospettiva alla nostra realtà industriale zumellese, un nuovo paradigma, lontano dal modo di pensare che ha caratterizzato gli ultimi decenni e che ha provocato il grave indebolimento sociale, culturale e produttivo dell’intero sistema, con l’obiettivo di preservare e sviluppare la matrice industriale delle nostre aziende. Al tempo stesso, se l’accordo verrà approvato, ci impegneremo a mettere in campo tutte le azioni che il welfare dispone per preservare I 142 addetti non direttamente ricollocabili e garantire loro l’uscita nel modo più indolore possibile.

I sindaci del Comitato di sorveglianza socio – istituzionale dell’Acc di Mel