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Bruciatura sterpaglie. Piccoli: “Finalmente si cambia rotta, si potranno bruciare fino a 3 metri cubi giornalieri per ettaro. Il governo non stravolga la misura”

Giovanni Piccoli
Giovanni Piccoli

Bruciatura di sterpaglie, si cambia rotta. Buone notizie per chi fa piccoli lavori negli orti e nei giardini i di casa. La XIII° Commissione Territorio, Ambiente e Beni ambientali del Senato ha infatti dato l’ok a due importanti emendamenti al Decreto 91/2014 di Competitività. Ad annunciarlo è il senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli, che della Commissione è uno dei componenti.

Con tale approvazione le attività di raggruppamento e bruciatura (fatto salvo nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, individuati dalle Regioni)  in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri cubi per ettaro di materiali derivanti dall’attività agricola, non costituiranno più attività di gestione dei rifiuti, ma normali pratiche agricole consentite per il reimpiego dei materiali come concime o fertilizzante.
Allo stesso tempo, anche le operazioni di prelievo, raggruppamento, cernita e raccolta sul luogo di materiali o sostanze naturali trasportate a causa di eventi atmosferici o meteorologici, come le piene di fiumi e torrenti, non costituiranno attività di gestione dei rifiuti.
“Escludendo dunque tutto ciò dai casi rientranti di combustione e smaltimento illecito di rifiuti”, afferma Piccoli, “di fatto si supera la normativa che puniva pesantemente chi accendeva falò di vegetali all’aperto o chi operava sul materiale derivante dalle piene, ponendo fine ad un grave problema già noto alla Provincia di Belluno e che in particolare colpiva il settore agricolo. Finalmente si arriva così alla risoluzione di un problema, che da un lato sgrava agricoltori e cittadini dell’onere di provvedere allo smaltimento nelle apposite discariche dei residui derivanti dall’attività agricola e dall’altro permette di riutilizzare tale materiale per concimare e fertilizzare i terreni”.
Niente più sanzioni quindi per il privato cittadino e per l’imprenditore agricolo, che potranno, nei limiti previsti dalla normativa, bruciare ramaglie, sterpaglie o residui di potatura nel proprio campo o giardino.

“Ora mi auguro che il Governo mantenga la novità introdotta dal Senato e non vada a stravolgerne i contenuti”, conclude Piccoli.