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Il clima terreste del passato nelle rocce dei torrenti della Sinistra Piave * di Luca Giusberti

Perturbazioni climatiche del Paleogene: la testimonianza dei sedimenti di mare profondo del bellunese

Da oltre una decina d’anni un gruppo di ricerca interdisciplinare coordinato dal Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova sta conducendo ricerche sulla successione sedimentaria paleogenica affiorante in Valbelluna e in aree vicine.

Dopo decenni di sostanziale “abbandono” da parte della comunità scientifica, le rocce sedimentarie di mare profondo del Paleogene inferiore affioranti nel bellunese (depostesi tra i 65 e i 52 milioni di anni fa) hanno cominciato a svelare i loro “tesori”. La scoperta e riscoperta di vari siti e il loro studio multidisciplinare (micropaleontologia, stratigrafia, geochimica) hanno fornito in questi anni preziose informazioni sul Paleocene-Eocene, un intervallo di tempo cruciale per l’evoluzione del Clima e della Vita del Pianeta Terra.

In sinistra Piave, presso l’abitato di Tallandino, è stato rinvenuto e studiato il famoso limite Cretaceo/Terziario (ca 65 milioni di anni fa), ben noto per l’estinzione dei dinosauri e di moltissimi altri gruppi di organismi terrestri e marini. Nella stessa area è stato studiato il limite Paleocene/Eocene (ca. 55,6 milioni di anni fa), associato ad un evento di riscaldamento globale (Massimo Termico del Paleocene-Eocene), durato circa 200.000 anni e indotto da un super effetto serra le cui cause sono ancora ampiamente dibattute. Eventi “minori” di riscaldamento globale, simili al “Massimo Termico del Paleocene-Eocene”, sono stati individuati e sono attualmente in studio nei sedimenti eocenici affioranti in varie località della Valbelluna (Torrente Terche, Torrente Ardo, Torrente Cicogna) ed in aree vicine (es. Alpago).

A sud ovest della Valbelluna, presso il paese di Alano di Piave, affiora, lungo il torrente Calcino, una potente serie di marne grigie (oltre 100 metri) in cui è testimoniata la transizione Eocene medio-superiore (da 41 a 36 milioni di anni fa), raramente documentata a livello mondiale. In tale sito è testimoniato l’ultimo grande evento climatico caldo dell’Eocene, durato circa 500.000 anni e noto come “Optimum Climatico dell’Eocene Medio” (ca. 40 milioni di anni fa). Nella porzione mediana della sezione è inoltre ottimamente esposta la transizione tra l’Eocene medio e l’Eocene superiore (circa 38 milioni di anni fa). Il sito del torrente Calcino, lungo il quale affiorano tali sedimenti, è destinato a diventare sezione di riferimento mondiale (GSSP, secondo il “gergo” tecnico) per studiare quest’intervallo di tempo.

Nel giugno 2012 si è tenuto ad Alano di Piave un congresso con la partecipazione di studiosi da varie parti del mondo per “sancire” ufficialmente e in modo formale l’importanza del sito. Dal mese di novembre 2013 la sezione di Alano di Piave è stata riconosciuta ufficialmente e censita come geosito (=sito d’interesse geologico) dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Le ricerche sul territorio bellunese, coordinate dal prof. Domenico Rio dell’Università di Padova, tuttora in pieno svolgimento e fermento, sono state finanziate finora da ben 5 progetti di rilevanza nazionale (PRIN) e coinvolgono varie università ed enti di ricerca italiani e stranieri (Università di Ferrara, Milano e Urbino, CNR, Università di Stoccolma, Svezia; Southampton, Gran Bretagna;

Utrecht, Olanda e Yale, Stati Uniti). A tali ricerche sono stati dedicati specificatamente 6 dottorati di ricerca e sono state prodotte finora una ventina di pubblicazioni su riviste scientifiche a diffusione internazionale.

Allo scopo di fare il punto sugli studi in corso, tra il 2 e il 4 Luglio ha avuto luogo la decima edizione del convegno internazionale “Climatic and Biotic Events of the Paleogene, CBEP 2014”, organizzato congiuntamente dalle Università di Ferrara e Padova, al quale hanno partecipato 130 studiosi da tutto il mondo. A tale congresso hanno fatto seguito 2 giorni (5-6 Luglio) di escursioni per far “toccare con mano” a 40 geologi stranieri alcuni tesori geologici presenti nel territorio bellunese e in aree vicine.

Brent de l'Art
Brent de l’Art

Il primo giorno è stato dedicato alla visita delle sezioni affioranti presso la cava Cunial a Possagno per poi passare alla sezione di Alano di Piave (Fig. 1), in cui e’ ben testimoniato e altrettanto ben esposto l’evento climatico noto come “Middle Eocene Climatic Optimum” (MECO), evento di temporaneo riscaldamento globale della durata di 500 mila anni verificatosi circa 40 Milioni di anni fa. Questa sezione geologica, unica nel suo genere e da poco “ufficializzata” come geosito, è candidata a diventare standard di riferimento mondiale del passaggio Eocene medio-superiore (ca. 38 milioni di anni fa). Fig. 1. Rocce sedimentarie marnose di mare profondo

Il secondo giorno è stato dedicato alla Valbelluna con dell’Eocene medio affioranti lungo il Torrente Calcino,

la visita alla sezione del Forada, apparentemente presso Alano di Piave un insignificante torrente nelle vicinanze di Mel ma che conserva un grosso tesoro geologico: tra le sue rocce è registrato uno dei cambiamenti più significativi nelle condizioni della superficie terrestre. 55,6 milioni di anni fa, in corrispondenza del passaggio tra le epoche del Paleocene e dell’Eocene, ebbe inizio quell’evento, noto come Massimo termico del Paleocene-Eocene (PETM), che comportò un rapido, almeno in termini geologici, riscaldamento globale associato a profondi cambiamenti negli ecosistemi marini e terrestri.

Le temperature del globo terrestre aumentarono di circa 6°C in un periodo di circa 20.000 anni con effetti fortemente letali per molte specie di foraminiferibentonici di mare profondo che si estinsero.

Infine nel pomeriggio la visita al torrente Ardo ed ai Brent de l’ Art, per prendere visione della sezione geologica ivi presente (Fig. 2), nelle cui nelle rocce sedimentarie di mare profondo, depositatesi tra i 65 e i 53 milioni di anni fa circa, sono registrati

Torrente Calcino Alano di Piave
Torrente Calcino Alano di Piave

Fig. 2. Calcari e marne di mare profondo dell’Eocene inferiore ulteriori eventi climatici di un passato a noi (ca. 54 milioni di anni fa) affioranti lungo la destra idrografica lontano.

A corredo delle visite alle sezioni geologiche, agli ospiti stranieri è stata offerta l’opportunità di conoscere l’origine, la storia e le principali vicende che hanno coinvolto il Castello di Zumelle nel corso della cui visita, il Sindaco di Mel ha fatto gli onori di casa. Al termine della visita al Brent de l’Art, inoltre, alcune autorità del comune di Trichiana hanno salutato gli ospiti “rifocillandoli” prima della partenza per Ferrara.

Presso la bruschetteria “el Mighelon”, dove si è anche svolto anche il pranzo conviviale, gli studiosi hanno potuto vedere le gole , gli orridi e i serai della Rimonta e di Val Maor, grazie alla mostra “ La Sinistra Piave e i so Serai ”, una raccolta di foto realizzate da amici amanti delle bellezze di questa zona. Sono inoltre state esposte, per la prima volta, quattro tavole contenenti fotografie di microfossili e macrofossili provenienti dalle rocce del Torrente Forada, oggetto dell’escursione post congresso.

La mostra resterà aperta tutta l’estate.

Dott. Luca Giusberti – Dipartimento di Geoscienze Università degli Studi di Padova