Si è tenuta nei giorni scorsi a Roma la conferenza nazionale dei quadri dirigenti dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili (Anmic) per concordare l’attività riservata all’associazionismo dalla rimodulazione della struttura costituzionale, dalla riforma del titolo V della Costituzione, alla riforma del Terzo settore col nuovo welfare partecipativo, dalla riforma del lavoro a quella della pubblica amministrazione, per finire ad una ridefinizione della governance dell’Inps.
All’incontro ha partecipato il presidente della Sezione bellunese, dottor Armando Targon, che nel suo intervento ha richiamato all’attenzione del Direttivo nazionale e dei presidenti provinciali la necessità che l’attività dell’Anmic sia una simbiosi fra la volontà del Direttivo nazionale e degli organi periferici dell’associazione e gli amministratori delle istituzioni, tenendo in pari considerazione tutti i movimenti politici presenti sul territorio, siano essi della maggioranza, che delle opposizioni.
L’attività del Direttivo nazionale deve essere svolta a tempo pieno – ha sottolineato Targon – , con competenze specifiche per ogni componente e il presidente e/o i suoi collaboratori debbono impegnarsi a visitare le sezioni provinciali, in modo particolare quelle in maggior difficoltà, almeno ogni biennio per conoscere direttamente dagli invalidi le loro difficoltà e per incontrare gli amministratori locali informandoli sulle iniziative dell’Anmic e sull’aiuto che l’associazione si aspetta dalle amministrazioni istituzionali. Deve esser incentivata l’azione dei comunicati stampa illustranti le singole iniziative dell’associazione, sia se svolta da soli, che in collaborazione delle altre associazioni di categoria, illustrando dettagliatamente i risultati ottenuti e le difficoltà incontrate. La base deve essere informata sull’attività svolta e sulle difficoltà incontrate, e ciò in tempo reale; si è parlato di rappresentatività delle associazioni. Abbiamo la possibilità di presentare le domande per ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile, dell’handicap e del collocamento mirato ma, ottenuti i relativi riconoscimenti, ci è proibito completare l’iter burocratico per far ottenere i relativi benefici economici ed amministrativi. Questi possono essere presentati per via telematica direttamente dall’invalido o da un patronato, se questo è titolare della domanda presentata.
L’Anmic, che per decreto ha conservato il diritto/dovere della tutela degli interessi morali ed assistenziali degli invalidi – ha detto Targon nel suo intervento – sembra non avere la rappresentanza per la tutela dei diritti previdenziali ed assistenziali a meno che ciò non venga riconosciuto con atto normativo dello Stato. Considerato che il Governo ha approvato il DL 90/2014 il cui Art. 25 prevede il miglioramento di alcune prestazioni in favore degli invalidi, (per le patologie stabilizzate e conferma degli adattamenti dell’automezzo la competenza del rinnovo ritorna al medico certificatore, sono abbreviati i tempi per il riconoscimento dell’handicap, il minore con indennità di accompagnamento non è soggetto a visita per la conferma dell’indennità, senza ulteriori accertamenti sanitari, non sono soggetti a visita di revisione gli invalidi affetti dalle patologie indicate dal decreto ministeriale 2 agosto 2007 anche senza indennità di accompagnamento) non ritenga opportuno chiedere al Parlamento di integrare questo articolo con un nuovo comma con il quale si riconosce all’Anmic ed alle altre associazioni di categoria le funzioni di tutela anche in materia assistenziale e previdenziale nelle pratiche con gli enti pubblici preposti all’erogazione delle prestazioni, Inps inclusa.
Temi trattati nella conferenza
La conferenza romana ha affrontato il problema delle procedure di accertamento dell’invalidità civile alla luce dell’evoluzione del sistema organizzativo e normativo con la volontà dell’Inps che, oltre a gestire tutta la procedura per le prestazioni connesse con l’invalidità civile, vorrebbe sostituire l’attività delle Commissioni Ulss ed Inps (questa per le verifiche ordinarie e straordinarie) con un organo monocromatico dell’ente per la valutazione delle percentuali d’invalidità del richiedente, del complesso sistema organizzativo e normativo vigente, del ruolo delle funzioni del medico di categoria Anmic e delle nuove tabelle di invalidità e dei criteri di valutazione: molto complessa e molto dettagliata, ma molto dipendente dai referti degli specialisti che, troppo spesso, ignorano di indicare la classe di appartenenza della patologia e, ancora una volta, non vengono tabellate tante nuove patologie.
Altro problema affrontato è stata la riforma del Terzo Settore con le proposte Anmic per la promozione dei soggetti che possono essere coinvolti, le possibili derive nella costruzione del nuovo Welfare, delle innovazioni e delle sinergie necessarie ed indispensabili nel dialogo con gli Enti Locali.
Sono stati affrontati, poi, i nuovi modelli organizzativi dell’Anmic, la nuova progettazione territoriale legata alla riforma costituzionale e l’abolizione delle Provincie, il protagonismo dell’Anmic nell’esercizio della rappresentanza e tutela del cittadino disabile e nei rapporti istituzionali sul territorio. In modo particolare è stato posto l’accento sulla necessità di confrontarci maggiormente con gli amministratori (politici) ad ogni livello e con le istituzioni che rappresentano ed indipendentemente dal movimento politico che rappresentano. Abbiamo un valore politico, ma non apparteniamo ad alcun movimento politico. Ha chiuso le relazioni l’avv. Pancalli, dirigente nazionale Anmic e presidente del comitato paraolimpico nazionale. L’invalido ha due aspirazioni: trovare un lavoro per non essere di peso alla società e rimanere inserito nella società. Un modo per aiutarlo in quest’ultimo scopo c’è anche quello di convincerlo che ha delle residue capacità generali; una di queste è di dimostrare la possibilità di svolgere un’attività fisico-ginnica; questa attività è facilmente inseribile nella pratica sportiva, anche se non a livello agonistico. Dobbiamo lavorare perché tutti gli invalidi non abbandonino ogni tentativo di svolgere un’attività fisico-ginnica-sportiva, anche se non agonistica, perché lo aiuta nel suo inserimento sociale.
L’assemblea, a conclusione dei lavori, ha approvato la mozione che individua l’attività che l’ANMIC è chiamata a svolgere nei prossimi anni sul campo dell’accertamento dell’invalidità civile, della riforma del Terzo Settore e del nuovo Welfare partecipativo, della futura organizzazione e progettazione territoriale e dell’azione per promuovere l’attività fisico-ginnico-sportiva dell’invalido anche quale eventuale approccio all’attività agonistica.


