
E’ una proposta che farà certamente discutere quella avanzata dal senatore Giovanni Piccoli (Forza Italia), perché ha a che fare con la sicurezza degli impianti di risalita, il cui visto viene delegato agli uffici tecnici dei comuni. Secondo l’ex sindaco di Sedico, si tratterebbe di un aiuto importante al turismo bellunese quello in arrivo da palazzo Madama, dove Piccoli ha presentato una proposta emendativa al decreto 91 sulla competitività, attualmente all’esame della Commissione Territorio, Ambiente e Beni ambientali, relativo alla vita tecnica degli impianti di risalita.
“Questa proposta di modifica legislativa”, spiega Piccoli, “si prefigge la finalità di estendere l’istituto della proroga, previsto dalle leggi del settore, anche al limite della vita tecnica di una singola parte di un impianto a fune che presenta scadenza diversa da quella dell’impianto stesso. Saranno gli uffici tecnici del Comune sul cui territorio sorge l’impianto a verificare che l’applicazione della proroga non infici la sicurezza dell’impianto stesso. Sarà quindi il Sindaco, in un’ottica di semplificazione e vicinanza al territorio, a rilasciare l’autorizzazione per il suo utilizzo”.
“Gli impianti di risalita sono soggetti a revisioni e collaudi periodici spesso costosissimi”, prosegue il senatore bellunese. “Si tratta di utilizzare l’istituto della proroga in maniera più razionale, prendendo atto che gli impianti sono quasi sempre ammodernati a stralci proprio per gli elevati costi di gestione”.
“C’è poi da considerare la situazione di crisi mondiale a livello economico-finanziario, particolarmente critica per il settore degli impianti a fune. Mentre l’utenza è diminuita, i costi di gestione sono aumentati, acuiti dall’innalzamento della quota neve e dal conseguente uso di innevamento artificiale”, spiega Piccoli.
“E’ una misura che gli operatori chiedono da tempo e che ricalca quello che succede in altri Paesi europei dove il settore è maggiormente sburocratizzato”, conclude il senatore bellunese. “Mi auguro che questa proposta possa essere accolta da una maggioranza trasversale. Il turismo montano ha bisogno di misure concrete per poter ripartire ed essere davvero competitivo”.


