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domenica, Febbraio 25, 2024
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“L’efficienza del piano socio sanitario della Regione Veneto si misurerà sul territorio Bellunese.  Le peculiarità e i bisogni specifici dell’area montana, saranno il metro di misura per la vera realizzazione del piano. La Cisl Belluno Treviso pronta al confronto con i sindaci

Anna Orsini
Anna Orsini

“La realizzazione del nuovo Il Piano Socio Sanitario regionale si misurerà soprattutto nell’efficienza e nella puntualità dei servizi sul territorio bellunese”. Queste le parole, riprendendo quanto affermato nella sua introduzione Anna Orsini,utilizzate dal Segretario Generale Cisl Belluno Treviso Franco Lorenzon nell’intervento conclusivo al Convegno di lunedì scorso sulla sanità nel territorio montano. Dichiarazione che ben esplicita come la riorganizzazione dei servizi sul territorio non poteva e non può che partire da un’area che presenta le caratteristiche, le peculiarità e le difficoltà del Bellunese.

“Ho utilizzato la metafora dell’elicottero proprio per spostare l’attenzione dalla sanità alla salute – prosegue Franco Lorenzon – Quello che più ci deve stare a cuore è la salute dei cittadini, che passa anche, ma non solo, attraverso un buon servizio sanitario. La cura deve essere di qualità e la prossimità dei servizi ospedalieri non sempre è compatibile con la qualità stessa. Ecco che la riflessione deve spostarsi su questo versante. Ospedali con personale qualificato e numericamente adatto, mezzi di trasporto veloci ed efficienti e soprattutto una medicina di base presente sul territorio con servizi dislocati e personale medico e infermieristico presente 7 giorni su 7,  h24. Per le malattie cronico degenerative, che interessano maggiormente gli anziani, fascia di popolazione molto presente nel bellunese, occorrono strutture diffuse sul territorio e il potenziamento dell’assistenza a domicilio. Sono queste le priorità sulle quali è necessario confrontarsi.”

“Abbiamo fortemente voluto il convegno perché ritenevamo di dover portare l’attenzione sulla necessità che la rete dei servizi sanitari sul territorio, corrisponda agli effettivi bisogni di tutela della salute della comunità bellunese, soprattutto di quella che vive in montagna. – afferma il Segretario Generale aggiunto Cisl Belluno Treviso Anna Orsini – Questa è una sfida che il piano sociosanitario regionale deve raccogliere anche in termini di risorse sia finanziarie che professionali per far sì che obiettivi di cura ed assistenza possano e debbano trovare risposta efficace ed efficiente anche in un territorio così complesso come il nostro.  Una riorganizzazione dei servizi ospedalieri che risponda a requisiti di qualità e di sicurezza, senza la messa di discussione in termini di dislocazione geografica di quelli esistenti ma con la consapevolezza  che  non possono essere  alternativi   ai  servizi necessari a  garantire i nuovi e diversi bisogni della popolazione. Tutto questo – conclude Anna Orsini – non per far meno ma per fare di più e meglio, impegnandoci tutti nei confronti anche della Regione, per avere garanzie su questi temi. Su questo versante la Cisl Belluno Treviso è compatta nel rivendicare l’importanza e le priorità sopra citate, per il bene dei cittadini di questo territorio.”

“E’ importante creare momenti di confronto, di formazione e di informazione tra i dirigenti sanitari, i funzionari della Regione, il personale medico e tutte le professioni sanitarie, avviando delle sperimentazioni che entrino nel merito non rimangano solo un esemplificazione generica – sottolinea anche Mary Pallaro, Segretaria Generale FP Cisl Veneto – Il territorio montano, proprio per le sue specificità, può diventare oggetto di sperimentazione anche in questo senso, attivando percorsi virtuosi per erogare servizi sempre più puntuali e mirati alle esigenze dell’utente finale.”

“Serve quindi una  riflessione e un confronto serio, non la polemica e il populismo, che alla fine non trovano vere soluzioni. Bisogna guardare la luna e non il dito che la indica, come recita un vecchio detto. – conclude il Segretario Generale Cisl Belluno Treviso Lorenzon – Per questo noi siamo pronti al confronto, iniziando proprio con i Sindaci e le comunità di Pieve di Cadore e Agordo. Incontriamoci, discutiamo e sapremo trovare soluzioni utili alla salute dei cittadini che abitano la montagna.”

 

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