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mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Fondo Brancher. Piccoli e Bond: “Ma quale stanza dei bottoni, il Pd non faccia la stampella all’Svp”

 

Giovanni Piccoli
Giovanni Piccoli
Dario Bond
Dario Bond

“Non basta entrare nella stanza dei bottoni, come dice De Menech, occorre poterli schiacciare. Il Pd provinciale vuole difendere l’indifendibile”.

Sono lapidari il senatore Giovanni Piccoli e il consigliere regionale Dario Bond nel replicare al deputato del Pd Roger De Menech. La questione è quella relativa alla bozza d’intesa tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero Affari regionali, la Regione Lombardia, la Regione Veneto e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla gestione del noto fondo Brancher.

“Essere nella stanza dei bottoni, quindi nel coordinamento politico del fondo Brancher, senza alcun diritto di voto, significa condannare questa provincia allo strapotere negoziale di Trento e di Bolzano. De Menech finge di non capire”, sottolineano Piccoli e Bond.

“C’è poi il capitolo delle progettualità strategiche che, stando alla bozza d’intesa, dovranno avere una particolare rilevanza per le province autonome. Ma stiamo scherzando? Così facendo si dice che un progetto sovraregionale, se vuole essere finanziato, deve essere necessariamente a trazione trentina o altoatesina.  Strutturato in questo modo, il fondo rischia di creare nuove disparità”, avvertono i due esponenti di Forza Italia.

“Sorprende poi che il sottosegretario Bressa dica sui giornali che non esiste nessuna bozza d’intesa, quando invece quel documento è a disposizione di diversi soggetti. Forse lo stesso Bressa non è stato coinvolto”, proseguono Piccoli e Bond.

Piccoli, dal canto suo, chiederà già nelle prossime ore delle spiegazioni ufficiali ai Ministeri competenti: “Vorrei capire innanzitutto perché – al posto dell’Odi – si prevede l’istituzione di una segreteria tecnica dal costo di 400 mila euro annui in capo alle Province autonome. Per gestire il Fondo Brancher serve un organismo terzo e indipendente dove tutti possano far sentire la propria voce”.

“A De Menech diciamo di premere perché non si vada avanti su questa strada”, concludono Piccoli e Bond. “Il Pd non faccia da stampella all’Svp e alla potente lobby delle Province autonome: è un errore grossolano e poco lungimirante. Detto questo, cerchiamo di essere propositivi e di non buttarla in polemica: correggiamo quelle parti della bozza che rischiano di condannare il nostro territorio ad un a scarsa rilevanza”.

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