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sabato, Febbraio 24, 2024
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Stival e l’orso: “va tenuto lontano, reti elettrificate e contributi per danni agli allevatori”

 

Daniele Stival
Daniele Stival

Il problema dell’orso, lo sappiamo tutti, non nasce oggi. Coscienti di questo, abbiamo già da anni stretto rapporti di collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, il Corpo Forestale dello Stato e il Corpo di Polizia Provinciale. Abbiamo già formato squadre di emergenza e stiamo collaudando sul territorio un sistema efficace di segnalazione. Non siamo quindi impreparati per gestire la situazione. La scorsa notte abbiamo consegnato la recinzione elettrificata e assicurato il presidio della zona proprio grazie al Corpo Forestale dello Stato e alla Polizia provinciale. Ci stiamo inoltre attrezzando per poter fare dissuasione secondo i criteri di intervento autorizzati dal Ministero, che, lo ricordo, è competente in materia”.

Lo sottolinea l’assessore alla Caccia della Regione del Veneto Daniele Stival, intervenendo sull’allarme creato in Altopiano di Asiago dalla ricomparsa dell’orso e dai suoi ripetuti attacchi agli animali, anche d’allevamento della zona, e rispondendo a qualche polemica che sta emergendo.

Per l’orso, e lo abbiamo fatto recentemente anche per il lupo – prosegue Stival – dobbiamo chiarire con forza che la Regione del Veneto non finanzia nessun intervento di ripopolamento, ci mancherebbe altro!”

Gli allevatori sono comprensibilmente preoccupati – aggiunge Stival- ma devono sapere che l’intenzione della Giunta regionale non è certo quella di favorire l’orso e le sue scorribande. L’obiettivo è invece quello di rendergli la vita più difficile, proteggendo le prede e dissuadendolo dall’assumere atteggiamenti via via più impattanti”.

Anche l’orso – fa notare l’Assessore – sta ricomparendo in tutto l’arco alpino, negli spazi che un tempo gli erano abituali. Giunge dalla Slovenia e dal vicino Trentino, spostandosi con grande facilità”.

Non possiamo abbatterlo –prosegue Stival- perché è specie altamente protetta dall’Unione Europea. Sarebbe reato perseguito penalmente e automaticamente si aprirebbe una procedura di infrazione a livello comunitario. La sfida non può che essere quella di imparare a gestirlo. Limitando i danni, apprestando difese efficaci e, in caso di danno, risarcire gli allevatori che si ritrovano con capi di bestiame predati e mandrie spaventate”.

L’obiettivo della Regione –precisa l’Assessore regionale- è stato quello di reperire dei fondi non a carico dei cittadini veneti ma a carico dell’Unione Europea. Bisogna sensibilizzare le comunità locali ed informare gli allevatori sulla possibilità di ricevere in uso gratuito le recinzioni e su come fare tempestive e documentate segnalazioni per ricevere i contributi a fronte di danni subiti”.

 

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