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mercoledì, Febbraio 21, 2024
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Il Bard appoggia la mobilitazione popolare a difesa della Pediatria di Pieve di Cadore

belluno-provincia-autonoma“Riceviamo un invito a partecipare alla consegna delle firme in difesa della pediatria di Pieve di Cadore che in questi giorni due mamme Auronzane, Mariantonia Corte Pause e Barbara Ravagnan, hanno raccolto dopo aver promosso una petizione popolare contro la cancellazione dei posti letto assegnati al reparto di pediatria dell’Ospedale di Pieve di Cadore”. Lo afferma una nota della segreteria amministrativa del Movimento Bard.

“A questa prima iniziativa – prosegue la nota –  si sono poi associate molte altre iniziative simili e anche l’artista Natalino Balasso ha dato il suo appoggio al lavoro della mamme del Cadore, mediante un intervento sulla sua pagina Facebook: “La sanità non serve a far quadrare i conti. Non serve ad arricchire qualche furbetto. La sanità in teoria serve a curare deboli e malati. Per questo abbiamo inventato una sanità pubblica, per questo la paghiamo… “

Sono migliaia le firme raccolte a favore del mantenimento dei posti letto del reparto di pediatria di Pieve di Cadore e verranno consegnate dalle mamme che hanno promosso l’iniziativa alle autorità regionali alla presenza dei Sindaci e dei rappresentanti politici della provincia di Belluno.

Ancora una volta la popolazione del Cadore-Comelico-Val Boite rischia di subire una diminuzione quantitativa e qualitativa dei servizi sanitari presenti nel territorio. I cittadini del Cadore, anche per mezzo della encomiabile iniziativa di queste mamme, chiede a gran voce il mantenimento di un servizio sanitario fondamentale  quale quello dei ricoveri pediatrici perché non è accettabile che i piccoli pazienti e le loro famiglie siano costretti a ricoveri in ospedali distanti anche 150 Km dal Cadore e non tutto può essere risolto con costosissimi voli di elicottero che oltretutto in caso di maltempo o nelle ore notturne non può intervenire.

Dobbiamo anche tenere presente che per dei piccoli pazienti è importante la vicinanza della famiglia e questo è possibile solo se l’ospedale si trova nel raggio di qualche decina di chilometri e non certo a un’ora e mezza d’auto.  I bambini di montagna  meritano la stessa tutela di quelli che vivono nelle pianure e nei grandi centri urbani della Regione Veneto.

Il BARD, che sta sempre e solo dalla parte della montagna e della sua gente, unisce la sua voce a quella delle mamme delle terre alte per rivendicare con forza il diritto alla salute ! Il diritto a ricevere assistenza sanitaria in condizioni di parità con tutti gli altri cittadini di questa regione.

La nostra montagna non è un posto di serie B da dove scappare appena possibile ma il luogo dell’anima, la nostra terra dove vivere con dignità. La stessa di tutte le altre famiglie e di tutti i bambini del Veneto !

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