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Elettrodotto Valbelluna, quel lurido compromesso

traliccio 380 kvFareste passare tutti i giorni sopra il ponte che conduce a casa vostra e di cui non conoscete il carico massimo che sopporta, un autocarro del peso totale di 220 quintali (ma che può arrivare a 380 quintali) di proprietà una grossa società la quale vi promette che non passerà mai con un carico di 380 quintali?
E’ quello che pressappoco assicura Terna ai bellunesi, il colosso elettrico nazionale, infatti, ha promesso solennemente di realizzare un elettrodotto predisposto per i 380 Kilovolt, ma di utilizzarlo alla tensione di 220 Kilovolt.
Chi vuole credere può credere. Non si capisce però perché Terna dovrebbe spendere di più per isolare i cavi allo standard 380 Kv se poi la tensione di esercizio rimane quella di 220 Kv. Nell’economia di mercato siffatta ipotesi non regge.
C’è da aggiungere che Terna tace sulle nuove tecnologie a disposizione, ossia l’interramento dei cavi elettrici in corrente continua per tutta la Valbelluna.
Sembra dunque evidente che Terna punti a cedere solo su Ponte nelle Alpi, dove è disposta all’interramento dell’attuale elettrodotto, mentre vuole giocare al risparmio su tutto il resto, presentando probabilmente un restyling di uno dei tre tracciati ( A passaggio per Levego, B passaggio a mezza costa del Nevegal, C taglio del tracciato A all’altezza di Andreane, con attraversamento del Piave e ricongiungimento alla linea esistente).
In questo modo Terna spezzerebbe il fronte dei bellunesi dividendo i pontalpini, che otterrebbero subito l’interramento della linea che attraversa il centro abitato, dal resto dei bellunesi che dovrebbero lasciar passare sopra il ponte il famoso autocarro di cui in premessa.

A fronte di questa situazione, ci sono i comitati sul piede di guerra. “Ieri sera (giovedì ndr) -riferiscono in una nota – i cittadini di Ponte nelle Alpi, Limana e Belluno si sono riuniti per sostenere la causa di risanamento in tempi brevi delle problematiche esistenti sulla questione elettrodotti, con un particolare riguardo nei confronti di Soverzene e Ponte ma bocciando la linea delle amministrazioni locali dei due comuni che, dopo la risoluzione regionale e del comune di Belluno (che chiedono di rifare il progetto) rimangono isolati sulle loro posizioni improduttive, poichè alla luce dei fatti dopo piu di dieci anni non hanno ottenuto nulla. Sarebbe alquanto spiacevole – prosegue la nota – che per la loro ottusa posizione si arrivasse ai ricorsi al Tar e poi in consiglio di stato, bloccando di fatto per tanti altri anni il progetto, lasciando Ponte nella condizione attuale”.
I comitati attaccano l’assessore di Ponte nelle Alpi, Orzes, che dieci anni fa criticava a mezzo stampa l’allora sindaco di Soverzene e oggi “va a bracetto con Terna elogiando l’operato dell’ex comissario alle grandi opere nord est ora istruttore V.I.A. Mainardi”.
“Tutti i comitati sono in apoggio ai bambini e alle famiglie di Ponte e Soverzene – conclude la nota dei comitati – ma fermamente contro al sopra citato baratto, anzi regalo a Terna.
Anche se non invitati saremo presenti alla manifestazione di domani (10,30 parcheggio condominio Monte Bianco) per sostenere il risanamento del territorio, ma non un progetto devastante per Ponte nele Alpi e l’intera Valbelluna.”