13.9 C
Belluno
mercoledì, Febbraio 21, 2024
HomeArte, Cultura, SpettacoliResidenza teatrale, quali regole? * intervento di Tib teatro e replica...

Residenza teatrale, quali regole? * intervento di Tib teatro e replica del Cicolo Cultura e Stampa Bellunese

teatro comunale notte«Residenza delitto politico» aveva affermato qualche mese fa il Circolo Cultura e Stampa. Oggi è il Tib ha porre la questione: lentezze amministrative, mancanza di trasparenza nelle procedure, mancanza di criteri di selezione nella manifestazione d’interesse per Residenza risalente all’agosto 2013 hanno trascinato fino ad oggi la grave situazione relativa alla gestione del Teatro Comunale, che è stato aperto fino ad oggi a tutti, grazie al lavoro del Tib e del suo personale. Lavoro che la struttura ha fornito in maniera fiduciaria, sulla base di richieste “temporanee” da parte della Fondazione, susseguitesi per due anni di seguito, con l’obiettivo di addivenire alla stipula di una convenzione per normare gli aspetti tecnico-culturali relativi alla Residenza. Ciò che rende paradossale il procedimento e vanifica la realizzazione del progetto di Residenza sono una serie di ripetuti stop,che la Fondazione oppone ogni volta che il progetto sta per concretizzarsi. Ad esempio: si è arrivati in ottobre a stabilire l’obiettivo di una unica stagione di prosa, unendo quella della Fondazione Atlantide di Verona, che collabora col Circolo Cultura e Stampa, e quella del Tib, ma da allora nessun incontro è più stato calendarizzato dalla Fondazione con i soggetti interessati.

A testimoniare questo il fatto che il Circolo ha presentato la sua stagione con Paolo Valerio di Verona e non insieme a quella del Tib. Stagione unica significa pianificare insieme un cartellone condiviso, seppur nell’autonomia delle scelte artistiche, almeno per quanto riguarda le date (palese la sovrapposizione del 25 ottobre, 22 novembre e 7 febbraio, date richieste da Tib fin dal gennaio 2014), ottimizzare le risorse e dar vita, nell’interesse del pubblico, ad un abbonamento unico. Altrimenti sono solo parole prive di un reale significato. Tib si era reso disponibile a tutto questo, tanto che correttamente sta ancora aspettando per presentare la stagione.

A gennaio, inoltre, è stato concordato con il Sindaco e l’Assessore che, mentre ai progetti culturali della Residenza potessero concorrere più soggetti, Tib, avendone i requisiti, fosse il referente per gli aspetti relativi al personale tecnico e alla gestione della sicurezza dei lavoratori e degli utenti del Teatro. Siamo arrivati a giugno per sentirci dire dalla Fondazione che intende realizzare tali servizi utilizzando in proprio i tecnici del Tib, estromettendo la cooperativa. L’utilizzo del personale del Tib significa deprivare il Tib delle sue risorse umane, minare alla base la cooperativa, il cui personale è impiegato non solo al Teatro Comunale ma anche nella produzione di spettacoli della compagnia bellunese, spettacoli che circuitano nei maggiori Teatri italiani, vedi il Piccolo Teatro, veicolando il nome della nostra città a livello nazionale.

La giunta di lunedì 19 maggio scorso aveva dato l’indirizzo di aprire la trattativa con Tib per le questioni tecniche relative al teatro, ma forse Poloni non ha capito bene, perché, considerato la discutibile procedura avviata dallo stesso, la trattativa non ha mai avuto inizio.

Sempre a gennaio si era stabilito che la messa a norma dell’immobile fosse, invece, di competenza della Fondazione e del Comune. Fino ad oggi, anche su questo fronte, nulla di fatto.

Fiumi di parole, promesse, decisioni comunicate dall’Assessore e dal Presidente Poloni alla Commissione Cultura – come quella del superamento del modello Fondazione a favore del modello Residenza – cui nulla di concreto ha fatto seguito, mentre lo stabile del Teatro Comunale versa in condizioni penose in merito agli aspetti strutturali relativi alla sicurezza dell’immobile.

Sul piano politico nulla è stato fatto, e questo è gravissimo, per avere accesso ai finanziamenti europei connessi al progetto di Residenza, svuotando lo stesso di risorse; residenza che, se mai nascerà, scaturirà di fatto dall’eliminazione della cooperativa Tib, deprivata del suo personale e sottoposta da anni a questo stillicidio.

È assurdo! E pensare che Tib è nel direttivo nazionale dell’Agis per le Residenze! E che Tib da quando si è insediata questa Amministrazione realizza, senza alcun finanziamento dal Comune, i progetti culturali per la città, Comincio dai 3 e Prosa.

Apprendiamo dalle dichiarazioni di Poloni che è in arrivo un sostanzioso contributo di Cariverona alla Fondazione Teatri per il Progetto di Residenza, dove finiranno questi soldi? A chi? Per quale progetto? In base a quali parametri?

Chiediamo regole, criteri, punteggi all’insegna della trasparenza amministrativa.

Tib Teatro – Belluno

 

BELLUNO, 20 giugno 2014 – Il Circolo Cultura e Stampa Bellunese sulla questione del Teatro Comunale ribadisce ciò che da sempre sostiene, ovvero che la Fondazione deve avere il rispetto di tutti e per tutti e non essere considerata organismo di parte.

La Fondazione deve riprendere il suo ruolo originale di programmare, coordinare e promuovere le attività culturali, nel principio del pluralismo per tutti i soggetti che hanno la capacità professionale ed economica di organizzare un’offerta culturale di valore al Teatro Comunale di Belluno.

Il Circolo, stanco di dieci anni di polemica sterile, si sottrae a questa “rinnovata tragedia”, che ogni anno si consuma attorno al falso problema della cultura, ma che sottende invece a interessi particolari, per offrire il proprio rinnovato impegno, come dimostrato dalla tutta la sua storia, oggi suggellata anche dall’alto livello della splendida 37ma Stagione di Prosa.

Il Circolo auspica altresì che la Fondazione si apra anche alle associazioni economiche e ai privati, che potrebbero essere opportunamente coinvolti in un processo di rinascita culturale del Teatro Comunale di Belluno.

Circolo Cultura e Stampa Bellunese

- Advertisment -

Popolari