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Un miliardo di euro di incentivi statali per distruggere i fiumi alpini. Una altro impianto sul Torrente Mis alle porte del Parco Nazionale e del sito Unesco

 

Valle del Mis
Valle del Mis

Mentre la vicenda della centrale di Valsabbia sul Mis si trascina tra richieste milionarie di risarcimento e mancato ripristino dei luoghi, come se la nota sentenza della Suprema Corte di Cassazione non fosse mai stata promulgata, un altro scempio della Valle si profila all’orizzonte .

Si tratta di una nuova centrale, ubicata presso l’ex abitato di California, che andrebbe a prelevare l’acqua del Mis, appena sotto il rilascio della centrale – costruita nel 2012 – sulla Gosalda , con condotta di circa 1,5 km e centrale di produzione poco sopra l’ancora esistente opera di presa della Valsabbia, a Titele

Il progetto presentato dalla ditta En & En aveva inizialmente ricevuto il netto parere negativo della Soprintendenza, poi mutato in positivo – con prescrizioni – dopo la convocazione di un tavolo a Roma alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ( Governo Letta – Zanonato) .

Giovedi 20 giugno, si riunisce a Venezia la Commissione Tecnica Regionale per il parere definitivo sul progetto.

Il tratto interessato all’intervento gode di grande valenza ambientale e paesaggistica, come dimostrano le perizie presentate dal Comitato Acqua Bene Comune, Pescatori, Wwf, Legambiente che hanno chiesto ad Arpav ed alla Regione di rivedere il giudizio sullo stato idromorfologico del torrente ed individuarlo come corpo idrico a se stante onde tutelarne le elevate condizioni di naturalità . Oltrettutto il tratto del Mis oggetto dell‘ intervento corre lungo i confini del Parco N.D.B. ed è in zona SIC e ZPS

Nel frattempo, a seguito del nostro ricorso alla Commissione della Unione Europea presentato nel 2013, l’Italia è stata invitata a fornire spiegazioni sull’applicazione della Direttiva quadro sulle Acque, con possibile apertura di una procedura di infrazione, esistendo , tra l’altro, analoghi ricorsi inoltrati alla Commissione Europea da soggetti di altre Regioni Italiane. In attesa di queste valutazioni e della definitiva ed obbligatoria classificazione di corsi d’acqua prevista dalla citata Direttiva riteniamo che ogni iter autorizzativo vada interrotto. Diversamente le sottoscritte Associazioni preannunciamo, fin da ora, ogni possibile opposizione e ricorso.

Un ulteriore impianto in questo tratto , così affascinante e ben conservato del Mis, è un danno alla comunità locale, ai pescatori,  al Parco e a tutti coloro, bellunesi e non, sono soliti a frequentare questa Valle selvaggia ed incantata..

Di nuovo chiediamo alla Regione di attuare una moratoria con il blocco di tutti gli iter autorizzativi in corso. Al Governo ed ai nostri parlamentari chiediamo venga posto all’ordine del giorno la ridiscussione degli incentivi al mini idroelettrico, , incentivi che dissennatamente anche questo Governo continua a erogare e che pesano sulle bollette degli italiani per oltre un miliardo di euro all’anno e che, soprattutto, concorrono in misura miserabile alla produzione di energia per la nostra Italia, mentre determinano la definitiva compromissione di tutti i torrenti alpini.

Comitato Bellunese Acqua Bene Comune

Wwf

Legambiente Veneto

Bacino di Pesca 5 “ Agordino“

 

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