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Gli autori dei caroselli televisivi dagli anni ’60, ’70 e ’80 all’Aplegallery di Mel raccontano la storia dell’animazione italiana * di Rosy Tesè

Rosy Tesè
Rosy Tesè

Questa mostra è stata realizzata grazie all’idea di Claudio Rossi, che ha messo a disposizione gli spazi della sua casa di famiglia a Mel divenuta Aplegallery. La galleria d’arte in via Tempietto a Mel apre lo scorso anno con una “collettiva d’estate” di artisti locali tra i quali lo stesso Rossi, che danno vita ad una serie di collaborazioni. Da qui nasce l’idea di contattare gli illustratori, gli animatori e gli scenografi con i quali ho avuto la fortuna e il piacere di collaborare negli anni ’70, ’80 e ’90 a Milano, nell’ambito del cinema d’animazione. Questa mostra diventa così il pretesto per raccontare attraverso le opere di questi artisti, quello che è stato un importantissimo periodo per il cinema d’animazione italiano. La produzione pubblicitaria per la televisione, infatti, in quegli anni era concentrata nel Nord Italia, in particolare a Milano ed era l’unico committente per il settore dell’animazione italiana che stava crescendo.

La maggior parte degli artisti, tra cui Mulazzani, Carloni, Valentini, Dall’Osso provengono dalla Scuola del Libro di Urbino, lo storico istituto delle Belle arti per le Marche che dal 1951 apre i laboratori di disegno animato, grafica, fotografia artistica, ceramica e grafica editoriale. Ebbene, negli anni ’60 e ’70 questi artisti si trasferiscono a Milano, attratti dalle opportunità del mercato pubblicitario. L’inizio per tutti è alla Bozzetto film, lo studio più famoso dell’epoca creato nel 1960 da Bruno Bozzetto, animatore, fumettista, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano.

opera di Giovanni Mulazzani
opera di Giovanni Mulazzani

Nel 1969 Mulazzani, Gozzini con Fuzelier, Balestra e Spikic fondano lo Studio Ink, sul modello del leggendario Push Pin Studio di New York. Per vent’anni lo Studio Ink sarà all’avanguardia, e sfornerà centinaia di layout, storyboard per le copertine dei gialli di Rizzoli, Mondadori, Bompiani e le illustrazioni per l’Europeo, Airone, Abitare.

L’attività si fa sempre più intensa, nascono case di produzione e piccoli studi per soddisfare il mercato che richiede maggiore versatilità.

Il lavoro per i caroselli televisivi impone dei personaggi riconoscibili, caratterizzato dallo stile delle varie factory. Si lavora in modo arcaico, tutti i disegni e le scenografie sono realizzati manualmente. Nasce così il cinema d’animazione italiano d’autore, che dai primi anni ’60 trova in Bruno Bozzetto e nella sua casa di produzione uno dei principali punti di riferimento del settore. Studi grandi pieni di gente “d’animazione”, dove si lavora molto e si ride molto.

Del resto, tutti questi illustratori, scenografi e animatori con i quali ho lavorato, avevano uno spiccato senso dell’umorismo. Ho avuto modo di apprezzare le loro differenze di gusto stilistico e il concetto stesso di animazione. «E’ tutto un fotogramma» diceva Giovanni Ferrari a commento dei film americani. E infatti lui animava così alla Disney. Walter Cavazzuti, invece, aveva una innata capacità di sintesi e insieme un’attitudine per il movimento. Negli anni ’80 ’90 i disegnatori entravano ed uscivano da uno studio all’altro, e gli illustratori collaboravano su diversi progetti. C’erano le campagne di Repubblica, della Polo Volkswagen con Tullio Terioli, Forattini per la Fiat Uno, Libero Gozzini per i prodotti alimentari tedeschi. Dovevamo adattare la coloritura al personaggio creato dall’illustratore e al suo stile, o a quello dell’animatore, come nel caso del corto di Cavazzuti “The end”. Si dovevano inventare formule per far “mordere” gli inchiostri trasparenti (ecoline) su rodovetro. Con Fuzellier eravamo riusciti a preparare un cocktail formidabile, al punto che mi fece giurare solennemente che mai avrei rivelato la formula del fissante all’amica Flora, mia omologa allo studio Bozzetto.

Ebbene, in questa mostra all’Aplegallery di Mel, sono esposte una cinquantina di opere di questi animatori e scenografi che hanno fatto la storia del cinema d’animazione italiano.

Rosy Tesè

 

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