“La Giunta Regionale del Veneto ha adottato il Piano di Sviluppo Rurale 2014/2000 con Delibera N. 71 del 10/06/2014, e alla Misura 10 per gli interventi che riguardano i prati e i pascoli di montagna ci sono delle assurdità”.
Lo afferma con una nota Paolo Casagrande, presidente dell’Anpa Veneto.
“Malgrado nel Piano tra gli obiettivi indicati, sia previsto e invocato il mantenimento e la salvaguardia dei prati e dei pascoli, con le misure attuative invece si prevedono norme e vincoli che sono tutto il contrario, che portano all’abbandono dello sfalcio dei prati e incuria dei pascoli.
Altre Regioni con territorio montano, come Trentino Alto Adige, Valle D’Aosta, Piemonte, nei loro piani di sviluppo 2014-2020 invece fanno tutto il contrario del Veneto, prevedendo norme che permettono lo sfalcio dei prati e la pulizia dalle infestanti e arbusti.
Il Veneto invece, introduce l’obbligo di non sfalciare almeno il 10% della superficie prativa, le particelle di prato di 1.000-2.000 mq lasciarle preservate con l’erba alta ABBANDONO!!!, di non tagliare arbusti invasivi (tipo rosa canina, ginepro etc.) sul prato in quanto devono servire a rifugio degli uccelli….; Dimezzare le concimazioni di letame che sono l’unico concime naturale che da secoli i contadini montani usano per mantenere il prato florido; nei prati ricchi di specie vietato pascolare, vietato sfalciare, le vacche al pascolo dovranno andare con un nuovo registro burocratico appeso al collo, insomma il contrario di quello che si dovrebbe fare in montagna per mantenere vivi e belli i prati e i pascoli.
Cosa diranno i turisti che transitando sui passi alpini e nelle valli, vedranno i prati sfalciati solo in parte, con larghe fascie di erba incolta, non sfalciata, di rovi e arbusti incurati? Diranno a Zaia e Manzato, perché in Trentino i prati sono belli verdi e puliti e da noi in Veneto a STRICHE? Ma i Veneti non volevano essere come il Trentino?
Così pure per il benessere animale montano il Veneto non prevede alcuna misura di intervento per favorire pratiche di allevamento che accentuino il benessere delle vacche e degli altri animali, il contrario del Regolamento CE 1305 che istituisce i PSR dove la Comunità Europea sollecita gli stati membri a “continuare ad incoraggiare gli agricoltori a praticare condizioni ottimali di benessere degli animali, concedendo un sostegno a quelli che si impegnano ad adottare metodi di allevamento che vanno al di là dei requisiti obbligatori”.
Forse – conclude Paolo Casagrande – il MOSE sta provocando effetti e danni anche sull’agricoltura montana veneta, e non si riesce a comprendere la poca lungimiranza della politica veneta in agricoltura….. PRIMA IL VENETO a fare cazzate anche in agricoltura!”


