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Sistri, sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti: difficile da gestire, quasi impossibile liberarsene

 

Il Sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) non è solo difficile da gestire per le aziende che vi sono obbligate ma diventa problematico anche per quelle che, in base al decreto ministeriale del 24 aprile 2014, non vi sono più obbligate avendo meno di 10 dipendenti.

Moreno De Col
Moreno De Col

“Questo deriva dal fatto che – precisa il presidente dell’APPIA Moreno De Col – rispetto alle diverse procedure possibili per la cancellazione (quella contenuta nel D.M. 52/2011, quella prevista nel Manuale operativo, quella/quelle indicate dal SISTRI tramite call center o mail) il SISTRI ha deciso che l’unica procedura possibile sia quella mediante dispositivo USB vale a dire quella più lunga e complessa visti anche i mal funzionamenti delle chiavette che, consegnate nel 2010, in molti casi sono state perdute dagli operatori o si sono smagnetizzate.”

Se a queste aggiungiamo il fatto che dopo l’agognata cancellazione il dispositivo USB dovrà essere inviato a mezzo raccomandata al SISTRI, abbiamo l’esatta percezione di quale nostro burocratico si sia creato e di quanto sia difficile abbandonarlo anche per chi non deve più utilizzarlo.

“Attraverso la CNA, continua De Col, abbiamo già evidenziato al Ministero dell’Ambiente l’inapplicabilità della procedura prevista e i relativi costi assolutamente ingiustificati formalizzando la richiesta di prevedere una procedura semplificata per permettere alle Associazioni di cancellare in maniera cumulativa le imprese non obbligate e procedere analogamente alla restituzione dei dispositivi. In attesa di ricevere conferma di tale semplificazione da parte del Ministero, rimane valido il suggerimento di far attendere le aziende che intendono cancellarsi, tenuto conto che non ci sono tempistiche da rispettare per la cancellazione né tantomeno conseguenze per l’eventuale mancata cancellazione.”