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Psicologi nel territorio. L’Ulss n.1 di Belluno avvia un progetto per ridurre il disagio psichico e sociale

ulss 1Sarà attivato nei prossimi mesi, con il patrocinio dell’Ulss n.1 di Belluno,  il progetto innovativo “Psicologi del Territorio”, volto alla riduzione del disagio psichico e sociale e al benessere della comunità. L’iniziativa mira ad instaurare una collaborazione interdisciplinare e un’integrazione tra le diverse professionalità di psicologo, medico di Medicina generale e assistente sociale allo scopo di intervenire in maniera precoce sui casi di disagio psichico, relazionale e sociale.

Come sottolineato da Alessandro De Carlo, presidente dell’Ordine degli psicologi del Veneto, il progetto nasce dall’evidenza che al giorno d’oggi vi è un costante e crescente bisogno di psicologia all’interno della popolazione. Il disagio presente nei cittadini viene sempre più spesso intercettato e riconosciuto come disagio psicologico e, pertanto, il concetto stesso di salute dev’essere inteso non solo in termini di “cura del male”, ma anche di “aumento del benessere”.

Di fondamentale importanza sarà, dunque, il lavoro di rete attuato attraverso un continuo confronto tra la figura del medico e quella dello psicologo. Quest’ultimo avrà il compito di accogliere il disagio del soggetto, di supportarlo e, qualora sia necessario, di facilitarne l’accesso agli altri servizi con cui egli collabora. In tal senso, la figura dello psicologo non si sostituisce alla rete di servizi già presenti sul territorio, ma individua precocemente i casi di disagio, lavorando in cooperazione agli altri colleghi. I referenti del progetto, psicologi-psicoterapeuti Milena Maia,  Salima Serafin e Piero Muraro, spiegano che è prevista l’apertura di 5 punti ambulatoriali gratuiti per la comunità ciascuno attivo per 5 ore settimanali, nei quali l’avvio potrà avvenire da parte del medico o dell’assistente sociale o per accesso diretto del cittadino. La figura dello psicologo opererà nell’ambulatorio del medico di base o nella sede del Comune ed effettuerà dai 2 ai 7 colloqui in base alle esigenze del caso.

Il progetto prende avvio a titolo sperimentale ed è il terzo a livello internazionale, il secondo implementato nella Regione Veneto e il primo nella Provincia di Belluno.

È bene precisare che si tratta di una sperimentazione che avrà la durata di un anno e, come tale, necessiterà di una costante valutazione al fine di cogliere eventuali criticità, rilevare i bisogni dell’utenza e verificare i risultati. Inoltre, le fasi valutative potranno anche mettere in luce le eventuali ricadute in termini di riduzione della spesa sanitaria.

Sandro De Col, dirigente medico,  direttore e coordinatore del Distretto socio sanitario della Ulss n.1, evidenzia l’importanza di questo nuovo percorso e del suo costante monitoraggio, con la certezza che esso avrà un futuro dato il bisogno attuale di sinergia tra area medica e psicologica.

Hanno sostenuto e finanziato il progetto la cooperativa sociale “KCS Caregiver” (8000 euro ca.), rappresentata da Andrea Civeriati,  e i Comuni del territorio (1000 euro ca. a Comune) per un costo complessivo pari a circa 24000 euro.

La sfida tra un anno sarà quella di osservare i risultati con l’idea di estendere l’iniziativa anche ad altri Comuni.

Valentina De Nart