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mercoledì, Febbraio 21, 2024
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Degrado e schiamazzi in centro. La protesta del Comitato cittadino Belluno

 

Siamo un gruppo di persone diverse tra loro per estrazione culturale e sociale, professione e storia personale, ma accomunate da una delle scelte più importanti per ogni individuo: il luogo in cui vivere.

prefettura notte
Palazzo dei Rettori sede della Prefettura di Belluno

Abbiamo infatti scelto Belluno (alcuni di noi ci sono nati) per abitarci con le nostre famiglie, crescervi i nostri figli, lavorarci, spesso acquistarvi una casa. Siamo quelli che vivono e tengono viva questa città tutti i giorni, facendo acquisti nei negozi del centro, frequentandone i locali, comprando il giornale…..; gente che ama uscire la sera, andare al cinema e a teatro, partecipare alle iniziative culturali, ma anche impegnarsi nel sociale.

Vivere in città implica di per sé un serie di piccoli e grandi disagi quotidiani, che fino a qualche anno fa aveva un senso affrontare, perché l’elemento qualificante di Belluno era l’elevata qualità di vita, risultato del forte senso civico di chi vi abitava e intendeva la città come “bene comune” da condividere, ma anche da tutelare e preservare.

Oggi siamo preoccupati per il degrado progressivo di cui siamo quotidianamente testimoni (ne abbiamo una copiosa documentazione), che abbiamo ripetutamente e inutilmente denunciato. Per questo ci siamo costituiti in Comitato Cittadino.

Musica oltre i limiti sonori ed orari consentiti, schiamazzi, canti e cori da stadio notturni, angoli e vicoli trasformati in gabinetti e alcove; l’immagine del centro il mattino dopo è desolante: bicchieri e bottiglie, mozziconi, vomito e puzzo di urina (a volte anche siringhe e preservativi) non risparmiano nemmeno monumenti storici come porta Dojona e il teatro comunale.

E’la stessa immagine che la città offre ai turisti tanto agognati dal sindaco, quegli stessi turisti che si complimentano per l’ottima ospitalità, ma ci comunicano dispiaciuti ( alcuni di noi gestiscono anche strutture ricettive) che non torneranno per l’eccessiva rumorosità.

Ci stupisce pertanto che le 4-5 serate in cui sono stati effettuati controlli “a sorpresa” non abbiano rilevato “particolari criticità”: che sia un problema semantico? Non poter tranquillamente dormire (a causa del rumore, ma anche delle finestre e del pavimento che vibrano), guardare la televisione o sentire la radio, cenare senza che il rumore impedisca di udire le parole dei propri familiari, dover raccogliere l’immondizia altrui intorno alla propria abitazione e versare secchiate di candeggina per eliminare l’odore irrespirabile di urina e vomito, dover tenere le finestre chiuse malgrado il caldo estivo, essere insultati quando si protesta…tutto questo, e altro ancora, rientra tra le “particolari criticità”? ragione di più se, come scritto dall’assessore Tabacchi “ per sforare i limiti di legge bastano una radiolina e una macchina del caffè accesi insieme…”.

Già ai tempi della cosiddetta “sperimentazione” (estate 2013) abbiamo fatto presente sistematicamente negli incontri col sindaco Massaro le numerose criticità emerse, producendo anche un documento sottoscritto da 120 cittadini. Malgrado ciò a gennaio ci siamo ritrovati un’ ordinanza sindacale (n.1 del 17/1/2014) che non solo parla di “esito positivo”del periodo di sperimentazione, ma ripropone e aggrava i problemi già segnalati, dando ad ogni locale ben 25 deroghe , che si sommano ai giovedì sera e alla musica all’interno fino a mezzanotte; per quest’ultima non è necessaria alcuna autorizzazione, bensì undocumento di “previsione di impatto acustico” che attesti l’idoneità del locale a questo tipo di intrattenimenti. A buon senso il Comune dovrebbe assumersi l’impegno di verificare l’esistenza del documento e l’idoneità del locale prima che lo stesso inizi a fare musica e non per esempio con 2 anni di ritardo ( come successo l’estate scorsa) e solo in seguito alle segnalazioni dei cittadini; in quel caso, peraltro, il gestore inadempiente non è stato multato né penalizzato, bensì gli è stato dato tutto il tempo per mettersi in regola e permesso, in seguito, di continuare a fare musica oltre le 23.00 (a volte fino a mezzanotte) malgrado il documento presentato valuti l’idoneità del locale solo fino alle 22: è legittimo sentirsi presi in giro?

Le poche promesse che ci sono state fatte sono state puntualmente disattese: non è la prima volta che questa amministrazione proclama “pugno di ferro”e maggiori controlli! Ci ridurremo veramente a sperare nei controlli dei “buttafuori”, assunti dai gestori dei locali?

Abbiamo inviato ai Sigg. Prefetto, Sindaco e Questore una lettera dettagliata in data 4 aprile c.a. : dopo quasi 2 mesi siamo ancora in attesa di una risposta.

L’inerzia dell’Amministrazione ci ha obbligati, obtorto collo, a trasformarci in controllori di regole che l’amministrazione stessa ha dettato, ma che non sa/non vuole far rispettare. D’altra parte la mancata risposta alle sollecitazioni e segnalazioni dei cittadini ha ottenuto l’effetto voluto: molti cittadini, amareggiati e sfiduciati, hanno smesso di protestare, mettendo in atto iniziative individuali per cercare di limitare il danno: chi applica sistematicamente dalle 22 i tappi auricolari, chi si è sobbarcato la spesa per cambiare i serramenti , chi, in occasione delle serate musicali, “migra” altrove, ospite di parenti e amici magari anche la notte per far recuperare ore di sonno ai propri bambini, chi sta pensando di vendere la casa….

Disagio forse più evidente in centro città, dove più locali si concentrano in poche centinaia di metri, ma non meno grave in zone periferiche , dove chi ha scelto di vivere nel verde, mantenendo vive le frazioni ,si trova inaspettatamente ad affrontare gli stessi problemi.

La realtà raccontata (ed evidentemente esperita) dal sindaco Massaro è invece fatta di “concertazione con i cittadini” e “ equilibrio tra le esigenze del commercio e quelle dei residenti ”: ci chiediamo, quando? e dove? Da quando la distanza tra istituzioni/politica e cittadini/elettori è diventata un abisso, tanto da suggerire l’esistenza di universi paralleli ( e non comunicanti)?

Il nostro sindaco , per l’ennesima volta, invita i cittadini ad una “certa tolleranza”: facciamo presente che ognuno di noi, ben prima di rivolgersi alle Istituzioni, ha tentato un dialogo/ confronto con il singolo gestore di locale, chiedendo esclusivamente il rispetto delle regole ( non solo quelle contenute nell’ordinanza sindacale, ma anche quelle del vivere civile). Ci viene chiesta tolleranza in nome del rilancio turistico e commerciale della città: non ci pare che la politica adottata dall’Amministrazione in questo senso stia “pagando”, anzi. A fronte di una costante crescita turistica a Belluno dal 2009 (anno in cui è cominciata la crisi) al 2012 , nel 2013 invece il settore turistico ha subito un tracollo di quasi il 50% del fatturato passando dai 79 milioni di euro del 2012 ai 48 milioni del 2013. Colpa della crisi, o colpa di una politica turistica vincente nelle parole degli amministratori, ma in perdita nei fatti?

Noi invece invitiamo , per l’ennesima volta, l’amministrazione ad avere “zero tolerance”: da parte nostra continueremo a pretendere rispetto delle regole e tutela dei diritti dei cittadini.

Ci sarà chi, invece di confrontarsi sui contenuti, troverà più semplice accusarci di intolleranza, di ostacolo al nuovo, di lamentosità ….Noi rimaniamo disponibili al confronto con chi crede nel dialogo e nel rispetto reciproco. Nelle prossime settimane ci attiveremo con nuove iniziative: chiunque voglia condividerle può contattarci scrivendo al cocibelluno@gmail.com

Comitato Cittadino Belluno

 

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