HomeLavoro, Economia, TurismoSette mesi di lavoro allo Stato. Moreno De Col: "Il peso del...

Sette mesi di lavoro allo Stato. Moreno De Col: “Il peso del fisco sull’impresa artigiana è salito dal 59,1% del 2011 al 63,8 del 2013”

 

Moreno De Col
Moreno De Col

L’Osservatorio permanente sulla tassazione di artigiani e Pmi – una realizzazione del Centro studi della Confederazione Nazionale dell’Artigianato – ha appena pubblicato i dati relativi alla pressione fiscale a carico delle imprese in 112 capoluoghi di provincia. Un lavoro che è frutto dell’analisi dei dati fiscali degli anni 2011, 2012 e 2013 che sono stati, poi, comparati con le previsioni per l’anno in corso.

“Sommando l’imposizione fiscale nazionale, regionale e comunale – rileva Moreno del Col, presidente dell’APPIA/CNA – emerge un dato quanto mai preoccupante: il peso complessivo del fisco sull’ impresa artigiana tipo presa a riferimento passa, su base media nazionale, dal 59,1% del 2011 al 64,5 del 2012, al 63,8 del 2013; e dovrebbe attestarsi al 63,1% nel 2014”.

Per Belluno che si colloca al 5° posto tra le città con più bassa pressione fiscale complessiva i dati sono, rispettivamente, pari al 55,7%, 57,8%, 57,7% e, nel 2014, del 57,1%. In tutti i casi, va sottolineato l’aumento dell’1,4% tra il 2011 e il 2014. La città con la maggior pressione fiscale è Roma dove, nel 2014, si raggiungerà quota 74,4%.

Lo studio propone anche un altro dato interessante, quello del Tax Free Day, ossia l’ultimo giorno in cui un’impresa lavora per le tasse. Su base nazionale, per gli anni considerati, questo giorno si fissa rispettivamente al 5 agosto, 24 agosto, 22 agosto e, quest’anno, al 19 agosto. Per Belluno (che si conferma al quinto posto tra i capoluoghi virtuosi), le date sono il 23 luglio, 31 luglio sia nel 2012 che 2013 e 29 luglio nel 2014.

In fondo alla classifica ci sono Reggio Calabria, Bologna, Firenze, e Roma che nel 2014 vedranno impegnati gli imprenditori a lavorare per le tasse fino al 29 settembre.

La domanda che i dati postulano è chiara: quanto resta in tasca all’impresa? Secondo il modello dell’Osservatorio Cna (il campione di studio è un’impresa manifatturiera individuale, con 350 mq. di laboratorio, 175 mq. di negozio, 5 dipendenti, un fatturato annuo di 430.000 euro e un reddito d’impresa di 50.000 euro/anno) la risposta non è certo entusiasmante. A Belluno, alla fine dell’anno in corso, l’imprenditore si ritroverà con 21.427 euro, 729 in meno rispetto al 2011. Peggio va a Roma, maglia nera tra i capoluoghi. Nella capitale, infatti, il reddito disponibile scende dai 17.139 euro del 2011 ai 12.814 del 2014.

“I dati dell’Osservatorio (che non comprendono Trento e Bolzano, per i quali stiamo attendendo un’integrazione) si prestano – conclude De Col – ad alcune considerazioni tanto di carattere locale che generale. La posizione fiscale di Belluno è sicuramente migliore di molti altri territori, ma bisogna tener conto che ci si riferisce al capoluogo e che altri comuni della provincia hanno scelto aliquote locali più elevate. Inoltre l’impresa tipo presa a riferimento è sovradimensionata rispetto alla media locale e le maggiori difficoltà, in questo momento, le affrontano le imprese meno strutturate”.

“In tutti i casi, appare sempre più evidente come sia insostenibile una situazione che prevede l’obbligo di lavorare almeno sette mesi l’anno per lo Stato e questo senza considerare i costi della burocrazia. Se si vuole riportare a livelli accettabili la tassazione é necessario introdurre l’obbligo per i comuni di prevedere tariffe sui rifiuti che tengono conto della quantità e della qualità dei rifiuti effettivamente prodotti e conferiti in discarica; ridurre il peso dell’IMU sugli immobili strumentali quando sono utilizzati per attività produttiva; diminuire l’IRAP con l’aumento della franchigia almeno a 25.000 euro e avviare un percorso finalizzato a ridurre progressivamente la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo”.