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Elettrodotto Terna: le buone maniere e l’obiettivo finale

 

traliccio-enelE’ davvero impossibile ottenere da Terna ciò che hanno già ottenuto i cittadini del Nord-Ovest d’Italia con la Piemonte-Savoia, ossia un elettrodotto interrato in corrente continua e la razionalizzazione della rete a bassa tensione?

Posto che il territorio Bellunese, grande produttore di energia elettrica, ha già pagato un forte tributo di sangue con il Vajont a causa degli obiettivi strategici dei colossi dell’energia, è evidente che le soluzioni arraffazonate all’ultima ora con tracciati fantasiosi, non sono opponibili al credito vantato dai bellunesi.

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L’elettrodotto non porta alcun beneficio al territorio Bellunese, dunque, se va fatto almeno lo si faccia al meglio, adottando cioè tutto quello che oggi la tecnologia mette a disposizione, non già tralicci alti 60 metri degli anni ’50, ’60.

Dopo questa doverosa premessa diamo un’occhiata agli attori sulla scena.

Terna spa è un colosso con un capitale sociale di 442.198.240 euro quotato in borsa, con un patrimonio di azioni ordinarie di 2.009.992.000 euro. Nel 2012, ottavo anno consecutivo di crescita del gruppo, Terna effettua investimenti per 1.235 milioni di euro, ricavi consolidati dell’esercizio 2012 per 1.806 milioni di euro, di cui 1.592 milioni di euro riferiti alla capogruppo e 197 milioni di euro riferito alla controllata Terna Rete Italia con una crescita di 170 milioni di euro (+10,4%).

Un gigante, insomma, che dispone di un apparato di professionisti capaci, come dimostrano i bilanci, e che quando si muove è inevitabile che sia in grado di condizionare i propri interlocutori.

Adel Motawi è il dirigente responsabile delle autorizzazioni e concertazione di Terna Rete Italia spa, la società controllata del Gruppo Terna, che gestisce i rapporti con gli enti locali, comuni, province, regioni, comunità montane, autorità di bacino parchi e ministeri. Un plenipotenziario dal curriculum invidiabile, laurea in Scienze naturali 110/110 e lode all’Università La Sapienza di Roma, oltre ad una serie di prestigiosi incarichi che qui sarebbe troppo lungo riportare. Motawi, inoltre, si avvale di uno staff di tecnici competenti e quando ha incontrato stampa e comitati di cittadini ha sempre dichiarato di offrire la massima disponibilità per trovare un accordo bonario.

Tuttavia, quando si va a vedere nel dettaglio, nero su bianco, tracciati e dettagli tecnici, la proposta di Terna, ancorché addolcita da belle e cordiali maniere, risulta essere un’autentica sventura per il territorio bellunese.

Se è vero che l’unica ricchezza rimastaci è quella paesaggistica, non si capisce perché i cittadini bellunesi dovrebbero piegarsi e regalare a Terna un corridoio sulla Valbelluna riempito di tralicci alti 60 metri per trasportare energia in alta tensione a 380Kv con conseguenti campi elettromagnetici che svaluterebbero il territorio.

Inoltre, cari politici, non è assolutamente vero che la tecnologia dei tralicci sia ineluttabile e che ci si debba assolutamente chinare in forza del male minore.

Al contrario dobbiamo pretendere il meglio, per le generazioni future alle quali già lasciamo sulle spalle un pesante carico contributivo. Almeno salviamo salute e territorio.

Per questi motivi, chiediamo ai politici un’opzione unica: linea in corrente continua interrata!

Tutto il resto sono chiacchiere a vantaggio del più forte.

Roberto De Nart