

La festa per un successo imprenditoriale lungo mezzo secolo. Questa mattina, sabato 10 maggio, a Salce (Belluno), anche il vescovo di Belluno e Feltre monsignor Giuseppe Andrich ha voluto testimoniare la sua vicinanza a Luciano Dal Pont, fondatore della concessionaria Renault della provincia di Belluno.
L’attestato di stima e l’augurio di continuare ad avere successi commerciali e riconoscimenti è giunto anche da Bernerd Chretien, direttore generale della Renault Italia presente all’evento insieme a Pascal Pozzoli, direttore vendite Renault Italia e Luciano Iengo, direttore vendite Area Nord Est.
La storia. 1964 – 2014, dal boom economico alla globalizzazione: i primi 50 anni della Concessionaria Renault di Luciano Dal Pont

“Per me il lavoro è sempre stato un divertimento, un piacere, una passione”. A dirlo è Luciano Dal Pont, 87enne imprenditore bellunese di prima generazione. La sua storia inizia nell’immediato dopoguerra, nel seminterrato della casa di famiglia a Salce, dove produce biciclette, cucine economiche e motocicli. Le basi le apprende in gioventù dal padre e dallo zio Antonio Trevissoi, detto “Toni Moro”, nell’officina di Giamosa dove lavora come apprendista fabbro dopo le elementari. La meccanica e la tecnologia gliela insegna Piero Mangiola nei 4 anni di corsi serali all’Istituto tecnico industriale. Iniziativa e intuito sono le costanti nell’ascesa imprenditoriale di Dal Pont. Il primo successo Luciano lo mette a segno a soli 17 anni, con la produzione e la commercializzazione di copertoni per biciclette. Siamo nel 1943, un aereo americano lascia cadere nella zona di Salce un serbatoio ausiliario. Luciano lo recupera e utilizza la benzina che mescola alla gomma per produrre mastice.
Nella cantina di casa vulcanizza le vecchie camere d’aria di autocarro e con una pressa artigianale realizza le coperture per biciclette, che vende in tutta la provincia, nel Trevigiano e fino a Chioggia. I soldi ricavati li reinveste finita la guerra per costruire l’officina, dove lavora il ferro, costruisce e ripara biciclette e cucine economiche. A vent’anni, Luciano fa il salto nel mondo dei motori. Nel 1946 la Ducati commercializza il motore “Cucciolo 48” un 4 tempi monocilindrico che Luciano acquista e monta su un telaio monotrave che egli stesso costruisce artigianalmente. Le molle delle mitragliatrici diventano ammortizzatori e il prototipo trionfa alla Mostra Provinciale dell’Artigianato. Così, nel 1947, inizia la produzione in serie e la Ducati gli conferisce la Concessionaria per la provincia di Belluno. E’ il suo secondo importante traguardo. Sono gli anni della prima grande fase di motorizzazione di massa su due ruote di cui Luciano Dal Pont diventa uno dei principali interpreti in provincia. Un dato per tutti: nei tre giorni del Giro d’Italia del 1955 vende 45 motociclette.
Organizza raduni e un corso rapido di teoria e guida per ottenere la patente. Realizza una rete provinciale di vendite e conia egli stesso gli slogan pubblicitari. Una moto acquistata nel Feltrino era immatricolata in giornata. Il certificato di residenza del cliente lo consegnava letteralmente al volo l’autista della corriera di linea, che annunciava il suo arrivo con due suoni convenzionali di clacson seguiti dal lancio del plico. Nella stessa mattinata la Prefettura rilasciava la carta di circolazione e l’Ufficio provinciale dell’Aci consegnava la targa. Con i tre raduni regionali del 1961, 1962 e 1963 di 700-800 partecipanti, le vendite schizzano a quota 300 l’anno. Alla Fiera di Milano, alla riunione dei Concessionari Ducati italiani e stranieri, Dal Pont viene nominato per tre anni primo Concessionario Ducati d’Italia. Nel 1963 inizia la costruzione della nuova sede, che avrebbe dovuto ospitare le moto Ducati e le auto Triumph vendute dalla Ducati. Sono gli anni del boom economico, l’Italia sta cambiando. Nelle case arriva la tv e nel 1964 si inaugura l’autostrada del Sole Milano-Napoli.
Le vendite dei motocicli cominciano a calare. Ora il sogno degli italiani è l’automobile. Luciano intuisce che è il momento di passare dalle 2 alle 4 ruote. L’occasione arriva una mattina di primavera del 1964, quando due manager della Renault di Bologna visitano l’officina in via del Boscon a Salce.
Nell’estate dello stesso anno Luciano Dal Pont mette a segno il suo terzo successo imprenditoriale e diventa Concessionario esclusivista della Renault per la Provincia di Belluno. A perfezionare il contratto è monsieur Roger De Bouedec, importatore ufficiale della Renault per l’Italia e console onorario francese. Inizia così la vendita delle prime Dauphine, R4 e R8. Nell’estate del 1968 Dal Pont partecipa al concorso di eleganza al Miramonti Majestic Grand Hotel di Cortina d’Ampezzo con due modelli, l’utilitaria Renault 4 e l’ammiraglia Renault 16. Poco prima della manifestazione, però, Luciano si accorge che gli altri concessionari avevano le modelle al seguito, che avrebbero sfilato con le auto in passerella. Così decide di reclutare sul posto la sua modella. Raggiunge il centro e in Corso Italia chiede ad una signora vestita all’ampezzana con i suoi tre bambini, di partecipare al concorso di eleganza. La donna accetta e si porta anche l’amica, una campionessa di pattinaggio in vacanza a Cortina. Quando scende dalla Renault 16 l’atleta viene subito riconosciuta dal pubblico ed è un successo. Le vendite vanno bene.
Il seminterrato di casa che svuotava con i secchi ad ogni acquazzone oramai è un ricordo lontano. Luciano Dal Pont è tra gli invitati al primo meeting dei concessionari Renault in un lussuoso hotel di Stresa. Qui ritrova il console De Bouedec, che gli farà da garante dinanzi alla Casa madre Renault per l’acquisto delle auto nuove. Al meeting internazionale di Parigi del 1974, al quale partecipano circa 400 concessionari, Dal Pont è premiato quale Primo concessionario Renault del Dipartimento di Bologna, Italia Nord-orientale con 342 auto vendute. Nel 1983 la concessionaria viene ampliata secondo i canoni moderni. La superficie sale a 4mila metri quadrati con 20 dipendenti, e viene dotata di carrozzeria, elettrauto e gommista. Analogo restyling anche per le succursali di Feltre e Lozzo di Cadore. Dal 2006, al marchio Renault, si aggiunge quello della Dacia. Che consente all’azienda di affrontare la crisi economica e la globalizzazione dei mercati con un prodotto di massa.


