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domenica, Febbraio 25, 2024
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 Commercio a Feltre: qual è la visione d’insieme?

Franco Debortoli presidente Ascom
Franco Debortoli presidente Ascom

Pare non avere fine la corsa al mattone che da anni caratterizza le politiche commerciali della città di Feltre. Prima la zona del Pasquer, poi l’Area ex D’Amico con l’annessa Zuecca, passando per i progetti di un Altanon che pare alle porte, ed ora anche un supermercato da 1500 mq nella zona dell’ex mulino Dalla Favera.

“Dove mai andremo a finire di questo passo? – commenta Franco Debortoli presidente Confcommercio – La grande distribuzione ha ormai occupato tutte le zone della città, e alle diverse Amministrazioni che si sono susseguite negli anni, è sempre andato bene così. La crisi si abbatte senza pietà sui negozi di vicinato, specialmente della prima periferia e delle frazioni, e se anche in quella zona aprisse un supermercato ne soffrirebbero, probabilmente in maniera irrimediabile, tutte quelle attività soprattutto di Farra e del Boscariz che lottano quotidianamente con la crisi, svolgendo anche un’importante servizio sociale alla cittadinanza.”

Peraltro rimane sospesa la annosa vicenda dell’Altanon che incombe pesantemente rispetto agli equilibri non solo commerciali della città e per la quale, in modo piuttosto inaspettato, apprendiamo essere stata convocata un’assemblea la settimana prossima.

“Abbiamo letto con interesse – prosegue Debortoli – un articolo dell’assessore Bellumat che si definisce “tutto sommato soddisfatta” del fatto che il saldo tra gli esercizi aperti e quelli chiusi non sia così negativo: accogliamo la sua soddisfazione, ma noi non lo possiamo essere altrettanto. I dati vanno letti in maniera ponderata: chiudono attività storiche, per lasciare spazio spesso ad attività estemporanee, che non riescono a trovare continuità nel tempo, creando debiti e disagi che inevitabilmente ricadono sull’intera società.”

“La questione peraltro non deve essere vista come la tradizionale, antica lotta tra grandi e piccoli, diatriba alla quale spesso si vuol semplicisticamente ridurre questo tipo di analisi. Il timore più profondo che sottende alla questione è che manchi una visione complessiva del fenomeno in termini di assetto cittadino, di prospettiva socio economica del territorio che conseguentemente si traduca in concreti atti amministrativi dai quali prenda forma una reale politica di assetto territoriale, di provvedimenti premiali per un modello di sistema commerciale significativo della visione complessiva e della progettualità di sviluppo economico.”

“Gli Amministratori – conclude Debortoli – devono trovare il coraggio di prendere posizioni forti, senza trincerarsi dietro a supposte impossibilità burocratiche e formali. Il commercio cittadino è agonizzante, e se muore, con esso muore una parte fondamentale della Città.”

 

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