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Manù Brunello espone le sue opere alla 3D Gallery di Venezia Mestre con la rassegna extraMOENIA

Manu Brunello tra le sue opere leggeraNuovo appuntamento presso la 3D Gallery di Venezia Mestre con la rassegna extraMOENIA,
progetto di ricerca ideato e curato da Adolfina De Stefani e Gaetano Salerno, in collaborazione
con Mismomatic e Segnoperenne, focalizzato sull’indagine e sulla documentazione del rapporto
tra arte e vita, tra finzione e realtà, tra artista e spazio interno/ spazio esterno della galleria. Dopo le personali di Enrico Bonetto (UNTITLED), Fiuto Rama (T.T.T. | the tube theory), Anastasia
Moro (AVATAR) e Giorgio Trinciarelli (PROGETTO-OGGETTO) è stata inaugurata sabato 3 maggio VESTITI SOSPESI, personale della pittrice veneziana Manù Brunello, a cura di Adolfina De Stefani e Gaetano Salerno, con presentazione critica a cura di Gaetano Salerno.
extraMOENIA apre la galleria alla città e la città ritrova all’interno del luogo espositivo la naturale
estensione della propria identità, lasciandosi contaminare dalle forme umane e naturali che
sussistono pure esterne ai circuiti artistici, in attesa di essere intercettate, esplorate ed esposte.
extraMOENIA vuole infatti instaurare scambi logici e significativi tra differenti registri culturali, quello
alto dell’icona dell’arte e quello basso dell’immagine reale prima della sua trasformazione e
consacrazione iconica, svuotando entrambi i linguaggi delle proprie autorefenzialità per inserirli in
un percorso comunicativo fluido e spontaneo in cui differenti organismi vitali – azioni e idee –
intuiscono e intercettano nuovi principi relazionali, nuovi contesti espositivi e nuove forme di
convivenza.
extraMOENIA inverte i ruoli di città e galleria, ne modifica le strutture, analizza l’interspazio che
nasce dalla loro sovrapposizione e dalla loro compenetrazione, ristabilendo i contatti tra il fuori e il
dentro dell’arte, individuando nelle metafore delle strade, degli edifici, delle aree verdi, dei non–
luoghi della cementificazione e nelle azioni degli attori di questi molteplici palcoscenici sociali e
intellettuali gli spunti per una puntuale ed eterogenea documentazione della contemporaneità.
Manù Brunello, artista veneziana di formazione accademica, studia e persegue da tempo una
colta riflessione sui valori della tradizione figurativa di area lagunare, muovendosi agilmente tra arti
decorative e pittura; affrontando e studiando diverse tecniche realizzative, dalla china allo stencil,
dalla pittura murale su intonaco e su pietra all’olio su tela, avvicina e riconsidera i mondi espressivi
della moda e del costume, del merletto, del ricamo, delle perle di vetro di Murano intrecciate e
del gioiello, recuperando e riportando intatti nei propri mondi pittorici gli elementi fondanti di una
complessa ed affascinante realtà, ricca di storia e originata da significative culture artigiane ed
artistiche autoctone.
La mostra, visitabile fino a venerdì 16 maggio 2014, presenterà al pubblico una serie ragionata di lavori relativi ad un significativo segmento della vasta produzione dell’artista: la serie degli abiti.
I colorati e panneggiati vestiti dipinti da Manù Brunello (oli su tela e tecnica mista di grandi
dimensioni), sospesi a grucce di legno e nitidamente stagliati su sfondi monocromatici, diventano
così un interessante pretesto per discutere i principi propri del dipingere, per riconsiderare il valore
imitativo ed illusorio della pittura nella strutturazione di un linguaggio influenzato da un pensiero
iperrealista tanto scenograficamente vero e reale quanto dichiaratamente falso, lasciando
emergere tuttavia, oltre l’inganno percettivo, un forte e determinato valore sentimentale e
affettivo, insito nell’oggetto pittorico stesso.
Come spiega infatti l’artista parlando del proprio lavoro, l’interesse si concentra sulla descrizione di
“oggetti” significativi ed evocativi, attraverso i quali trovare principalmente una continuità nel
percorso di ricerca e i soggetti dipinti sottintendono che “ il loro essere è essere al posto delle
cose”.
Scrive Gaetano Salerno, a proposito della ricerca dell’artista, nel testo critico Vestiti Sospesi:
“ […] Realizzare merletti, ricami, gioielli, stoffe lucenti o vellutate, damaschi e stuoie con il pennello, utilizzando inganni visivi la cui natura mimetica introduce una pronta rivelazione di falsità, non è il pretesto per dar vita a virtuosismi di maniera, leziosamente svelati dai dettagli imitativi del trompe-l’oeil, quanto piuttosto l’occasione per discutere il valore evocativo del segno, per declamare poesie della sottrazione, nella sintesi di un mondo (o svariati mondi) contenuto, commensurabile, preciso come un taglio sartoriale, determinato dalla misurazione della superficie mai eccedente o eccessiva e sempre delimitato dal limes fisico e sensoriale entro il quale l’artista racchiude la propria ricerca. L’abito emerge dall’impenetrabilità silente dello sfondo monocromatico, attualizzandosi nel colore puro, illuminato e sublimato da toni contrastanti e iperbolici, circoscritto dall’intrinseca bellezza delle ricercate trame e orditi (funzionali qui alla rivelazione del lusso materico), privato dello spirito energico delle esistenze che dovrebbe potenzialmente contenere, per divenire icona dell’intuizione, mantenendo comunque inalterata la propria carica vitale; appare perciò assoluto e ieratico, metaforicamente in attesa di una forzata svolta realistica che non avverrà, espressione di una raffinata cultura dell’essere e dell’esistere non più in relazione alle alterazioni del tempo né alle sue reiterate azioni.
Nasce cosi una completa collezione espressa da raffinatezze e ricercatezze, l’apologia del formalismo che
intercetta (anzi esalta) il valore dei contenuti, l’iridescente dimostrazione di una vita che sopravvive alle
linearità delle storie che ogni episodio pittorico concettualmente sottintende, come l’oggetto stesso
estrapolato dalla sua natura, per quanto temporaneamente subordinata alla sua testimonianza oggettuale;
la metonimia cita l’umanità senza abusare della sua struttura umana, contrapponendo così, con la stoffa
dipinta, l’eterna eleganza alle brutalità intellettuali che regolano il mondo terreno […]”.
Venerdì 09 maggio 2014 è inoltre previsto un incontro-aperitivo in galleria (ore 18.30, ingresso
libero), per discutere e confrontarsi, prendendo spunto dalle ricerche dell’artista, sul tema
dell’oggetto artistico e del suo potenziale evocativo come oggetto emozionale.