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Elettrodotto Terna. Dal Farra, Cibien, Olivotto, Purpora: “Si ritorna al tavolo. Si dovrà valutare quale sia il rischio maggiore”

 

Progetto Terna
Progetto Terna

Il Consiglio Comunale del 7 maggio è chiamato a discutere e ad esprimersi sul complesso tema dell’ elettrodotto armato a 380KV che interessa la media valle del Piave, l’ elemento di novità sul quale i consiglieri dovranno pronunciarsi è l’ introduzione di un elemento aggiuntivo rispetto a quanto già sottoscritto dal Comune di Belluno con la firma del Protocollo d’ Intesa del 2009.

Premettiamo che la questione va trattata con estrema attenzione e delicatezza per i molteplici piani che va a coinvolgere, che collidono e rischiano di far inalberare le discussioni e i pensieri di ciascuno di noi su ciò che è già stato fatto, che l’ interesse collettivo delle infrastrutture viene contrapposto alla salvaguardia del territorio, che viene messa a confronto una società che deve fare profitto con dei Comuni che hanno obbiettivi totalmente differenti.

Nello specifico si tratta dell’ inserimento di una nuova fascia di fattibilità del tracciato C che ricalca parte dei tracciati già inseriti nel Protocollo e prevede l’ allacciamento con la linea esistente prima dell’ abitato di Sagrogna, nell’ottica in cui pensiamo che lasciare il Protocollo di Intesa così com’è oggi sia un’alternativa rischiosa e maggiormente pesante per gli effetti che andrebbe a produrre sul territorio del nostro Comune.

Questo era proprio uno degli obbiettivi che si prefiggeva la delibera di iniziativa popolare dello scorso anno, frutto di un lavoro con i comitati e votata all’ unanimità dal Consiglio Comunale (con la sola astensione del Patto per Belluno). La possibilità che viene data oggi a noi consiglieri è quella di poter mettere mano, anche se limitatamente ad alcuni aspetti, al famoso protocollo che ha aperto l’ intero iter per la presentazione dei progetti di Terna nel bellunese. Si ritorna dunque al tavolo delle decisioni importanti, quelle che possono influenzare il futuro dell’ intero progetto poiché inseriscono delle variabili molto consistenti che fino ad un anno fa erano solo auspicate.

Con queste premesse ciascun consigliere è tenuto a fare delle scelte, difficili e forse impopolari, ma coscienti di quelle che possono essere le conseguenze delle nostre azioni nel medio e nel lungo termine.

In queste occasioni si sente il peso della responsabilità, che non vuol dire affatto cercare i colpevoli dei tanti errori del passato ma significa piuttosto valutare accuratamente secondo la propria coscienza e i propri sentimenti che risultati si possono ottenere con le proprie azioni nel presente.

In qualità di rappresentanti di tutta la popolazione per trovare una risposta a questa complessa situazione pensiamo che si debba sempre valutare quali siano i rischi maggiori e le strade che si individuano quando si parla di collettività piuttosto che rimandare le proprie scelte ad altri che non conoscono il nostro territorio.

Troviamo che la politica debba fare la politica attiva proponendo alternative migliorative e realizzabili quando ci si trova ad affrontare dei problemi ereditati, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte.

Indipendentemente da quello che sarà l’ esito del voto andranno perseguiti con ogni sforzo gli altri punti espressi dalla delibera di iniziativa popolare, come l’interramento nelle zone particolarmente critiche.

 

Eleonora Dal Farra

Walter Cibien

Lucia Olivotto

Marco Purpora

 

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