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Assemblea del Comitato d’intesa. All’ordine del giorno la riorganizzazione della gestione del Csv per il prossimo triennio

 

Nevio Meneguz e Giorgio Zampieri
Nevio Meneguz e Giorgio Zampieri

Si è svolta lunedì in sala Muccin, al Centro Giovanni 23mo di Belluno,  alla presenza di una sessantina di rappresentanti delle associazioni bellunesi la prima assemblea del Comitato d’Intesa per l’anno 2014.

Dopo l’approvazione dei verbali della seduta del 22 novembre, che ha segnato un momento non solo di comunicazioni di servizio ma anche di confronto fra esponenti del volontariato locale sul tema “Uno sguardo al futuro: idee ed esperienze a confronto”, è stata lasciata la parola alle associazioni per fare qualche comunicazione. Salvatore Bavasso, presidente dell’Anffas (associazione nazionale Famiglie di persone con disabilità) ha espresso la sua contrarietà all’istituzione di una Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) provinciale, dato che «esiste già un coordinamento delle associazioni, che è il Comitato d’Intesa, quindi non vedo perché debba sorgere un altro ente similare. Le associazioni locali non dovrebbero prendere questo tipo di iniziative a titolo personale, dovrebbero prima confrontarsi almeno con il direttivo. Non possiamo vanificare così il nostro lavoro né far venire esterni a comandare a casa nostra. Sono convinto che se arrivasse una Fish qui da noi, in pochi mesi il Comitato rischierebbe di chiudere». Stefano De Barba si è presentato come nuovo presidente dell’associazione italiana contro l’epilessia (Aice). Il presidente del Comitato d’Intesa Giorgio Zampieri ha annunciato l’arrivo da parte della Regione di 30 mila euro per l’acquisto di un nuovo pulmino per il trasporto solidale, anche se «siamo ancora in attesa dei contributi previsti per l’anno scorso a favore del progetto Stacco», sul quale il revisore dei conti Romeo Bristot è entrato più nel dettaglio: «È stato presentato alla Regione e alle due Ulss un programma biennale da 200 mila euro, ma finora ne sono arrivati solo 30 mila dalla Regione. Il Comitato sta investendo soldi propri per consentire la prosecuzione del servizio, ma a queste condizioni sarà davvero difficile mantenerlo. Siamo in attesa di 67 mila dalle due Ulss e di altri 20 mila euro dalla Regione», che ha liberalizzato i fondi attesi con una delibera, ma non li ha ancora erogati.

È stata quindi annunciata la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra gli enti gestori del servizio civile, firmata a Feltre il 3 febbraio, e la partecipazione di 17 associazioni al progetto di collaborazione tra Comitato d’Intesa e Belluno calcio per presenziare con un banchetto informativo allo stadio di Belluno durante le partite in casa (l’ultima occasione sarà il 4 maggio, dopodiché l’iniziativa sarà sospesa). Sono state annunciate le nuove presidenze di Auser Belluno (Verena Dall’Omo), Croce Verde (Stefano Murer), Acat Belluno (Luigi Dal Pan), associazione Diabetici bellunese (Tomas De Martin Deppo) e Famiglie aperte, famiglie affidatarie (Francesca Calabria).

Sono stati quindi illustrati il bilancio del Comitato d’Intesa (con un conto economico che presenta 138.422 euro di ricavi, costi per 134.054 euro, un attivo di bilancio di 4.368 euro), la situazione del Fondo provinciale di solidarietà (entrate pari a 43.056 euro e uscite pari a 7 mila euro circa, disponibilità economica al 31 dicembre 2013 di 25 mila euro), la relazione morale delle attività relative allo scorso anno (alcuni numeri: 237 incontri istituzionali fatti dal presidente e dai consiglieri nel corso del 2013 per un monte ore di attività stimato in oltre 8 mila ore; 31 volontari che hanno operato per altre 8 mila ore garantendo la prosecuzione di servizi quali segreteria, prima accoglienza e trasporti; 160 associazioni aderenti al Comitato su 584 organizzazioni di volontariato presenti in provincia; lo sportello Amministrazione di sostegno che ha erogato 626 consulenze telefoniche e 496 consulenze personalizzate nel solo 2013, il servizio Stacco che ha percorso oltre 500 mila chilometri accompagnando più di 1.700 utenti). Al termine, il direttore del Csv di Belluno Nevio Meneguz ha illustrato il bilancio preventivo del 2014 e le linee guida per la gestione dei prossimi tre anni. Quest’anno il Co.Ge. è intervenuto assegnando ai sette Csv del Veneto un importo complessivo pari a 3 milioni 500 mila euro, da ripartire secondo tre criteri percentuali: estensione territoriale, numero di abitanti e numero di associazioni di volontariato aderenti. Sulla base di questi, il Csv di Belluno riceverà per quest’anno 409.481 euro. La gestione punterà a sostenere il volontariato bellunese nei settori di maggiore criticità (formazione, consulenze e promozione del volontariato giovanile) non trascurando di destinare circa un quarto delle risorse al finanziamento dei progetti sociali delle organizzazioni di volontariato. Con la possibilità di aumentare questa disponibilità in corso d’esercizio grazie a un buon “tesoretto” (circa 300 mila euro) accumulato nel corso degli anni precedenti grazie a gestioni orientate al rigore dei conti.

Gianluca Corsetti
Gianluca Corsetti

Il vicepresidente del Comitato d’Intesa Gianluca Corsetti ha infine preso la parola per annunciare ai presenti la possibilità di presentare, entro il 31 maggio, una manifestazione di interesse e un progetto di massima per chiedere in gestione una porzione dell’ex caserma Piave, passata in gestione al Comune su cessione del Demanio, composta da tettoie, hangar, magazzini, sale ufficio e un complesso di tre piani con camerate.

La struttura versa in situazioni precarie e richiede grossi interventi di manutenzione, che richiederanno ingenti investimenti economici. Ha illustrato il percorso propedeutico dei Csv del Veneto alla III^ Conferenza organizzativa di CSVnet che si terrà a Milano dal 16 al 18 maggio riassumendo le chiavi di lettura e le scelte dei singoli territori provinciali in merito al futuro dei Csv, sottolineando l’identità che non può non prescindere dai coordinamenti delle associazioni, dal dimensionamento provinciale dei Csv, dal prendersi cura delle persone e dei bisogni e necessità di riferimento e coordinamento regionale e nazionale. Ha chiesto quindi all’assemblea di ratificare la destinazione del lascito per scioglimento della fondazione Humanitas, proposto dal consiglio direttivo.

 

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